
Una figura elegante e riservata, capace di attraversare epoche e cinematografie diverse, ha lasciato un segno silenzioso ma profondo nella storia del cinema. Il suo volto è stato simbolo di un periodo di grande fermento creativo, tra sogni europei e ambizioni americane, prima di una scelta di vita che l’ha portata lontano dai riflettori.
Il suo percorso racconta una parabola tipica di quegli anni: un’ascesa rapida, il successo internazionale e poi il ritiro volontario, guidato da decisioni personali forti e controcorrente. Una storia che oggi viene ricordata con rispetto e nostalgia.

May Britt, attrice svedese capace di conquistare prima Cinecittà e poi Hollywood, è morta a Los Angeles all’età di 91 anni. Si è spenta l’11 dicembre per cause naturali al Providence Cedars-Sinai Tarzana Medical Center, come ha dichiarato il figlio Mark Davis a “The Hollywood Reporter”. Nata il 22 marzo 1934 a Lidingö, vicino Stoccolma, con il nome di Majbritt Wilkens, fu scoperta nel 1951 da Carlo Ponti e Mario Soldati mentre lavorava come assistente di un fotografo.
Trasferitasi a Roma, debuttò nel 1952 con “Jolanda, la figlia del Corsaro Nero”, aprendo una breve ma intensa stagione nel cinema italiano. Tra i titoli più noti figurano “Le infedeli”, “La lupa”, “Cavalleria rusticana” e “Il più comico spettacolo del mondo”. Il passaggio decisivo arrivò nel 1956 con “Guerra e pace” di King Vidor, che la lanciò definitivamente verso gli studios americani.
Da Hollywood a una scelta di vita
Negli Stati Uniti firmò un contratto con la 20th Century Fox, recitando accanto a grandi star in film come “I giovani leoni” con Marlon Brando e “I cacciatori” con Robert Mitchum. Nel 1959 incontrò Sammy Davis Jr. e la loro relazione, ufficializzata nel 1960, fece discutere: i matrimoni interrazziali erano ancora illegali in 31 stati americani. I due si sposarono il 13 novembre 1960 a Los Angeles, con Frank Sinatra come testimone.
Dopo il matrimonio, May Britt si ritirò quasi del tutto dalle scene per dedicarsi alla famiglia. Tornò solo sporadicamente in televisione e nel 1977 nel film “Haunts – Spettri del passato”. In seguito si dedicò alla pittura e a una vita lontana dal cinema. Dal 1993 fu sposata con Lennart Ringquist, morto nel 2017. Lascia i figli adottivi Mark e Jeff, una sorella e diversi nipoti. La figlia Tracey era scomparsa nel 2020.


