
«Oggi posso esserci io, domani un altro». Il vicepremier Antonio Tajani guarda al futuro di Forza Italia rivendicando un partito aperto e contendibile. In un’intervista a Il Tempo di Adriano Delpiano, il leader azzurro chiarisce di non essere legato alla leadership: «Io non sono attaccato alla poltrona, nella vita ho avuto tutto. Se mi vogliono come guida bene, se c’è qualcun altro, un Francesco o un Giovanni, ben venga».
Tajani sottolinea di aver lavorato per rendere Forza Italia un partito in cui la leadership possa essere messa in discussione: «Questo partito è contendibile, ho fatto in modo che lo sia, visto che non ci può essere un secondo Berlusconi». E apre anche a un possibile ritorno della famiglia del fondatore: «Se uno della famiglia Berlusconi vuole candidarsi e scendere in campo, ben venga».
Guardando ai prossimi mesi, Tajani annuncia la disponibilità a convocare «un altro Congresso nazionale» prima delle elezioni politiche: «È giusto discutere, questo è un partito vivo. È un partito dove si può entrare, discutere e partecipare, così si arriva alle facce nuove». La condizione, però, è chiara: «L’importante è che il confronto sia sui contenuti».
Sul fronte della manovra economica, Tajani si dice fiducioso: «Sono ottimista, si approverà nei tempi previsti». Quanto ai rapporti con la Lega, minimizza le tensioni: «Credo che i problemi si risolvano tutti, come sempre è stato, il centrodestra poi voterà tutto insieme», ha detto a margine della presentazione del nuovo libro di Bruno Vespa.
Infine la politica estera. Sull’Ucraina, Tajani rivendica il peso di Roma nei negoziati europei: «A Bruxelles ha prevalso la linea italiana, che soddisfa l’Europa». E sul Mercosur tira un sospiro di sollievo: «Per fortuna non c’è stata nessuna rottura».


