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Il gesto di Spalletti commuove i tifosi: cosa ha fatto prima di Juve-Roma!

Pubblicato: 20/12/2025 11:49

È una storia che attraversa il tempo e continua a commuovere, perché parla di memoria, rispetto e umanità. Luciano Spalletti è spesso raccontato come un allenatore geniale, complesso, pieno di spigoli. Ma chi lo conosce sa che dietro il carattere forte c’è un uomo capace di gesti profondi e silenziosi. Uno di questi riguarda una ferita che il calcio italiano non ha mai dimenticato, una tragedia che ha segnato per sempre la Juventus e l’intero Paese.

Il 15 dicembre 2006, a Vinovo, due giovani calciatori del settore giovanile bianconero persero la vita in circostanze drammatiche. Alessio Ferramosca e Riccardo Neri avevano soltanto un obiettivo semplice e innocente: recuperare alcuni palloni finiti in una vasca d’acqua piovana all’interno del centro sportivo. Quel gesto quotidiano si trasformò in una tragedia che colpì nel profondo il mondo del calcio e l’opinione pubblica italiana.

Un legame che non si è mai spezzato

All’epoca Luciano Spalletti allenava la Roma, ma quella vicenda non è mai rimasta per lui una notizia letta distrattamente sui giornali. Alessio Ferramosca e Riccardo Neri non sono mai stati solo due nomi. Spalletti ha sempre mantenuto un legame sincero con quella storia, partecipando nel tempo agli eventi commemorativi e restando vicino alle famiglie. In particolare, con la famiglia Neri, toscana come lui, si è creato un rapporto fatto di presenza discreta e rispetto. Spalletti c’è sempre stato, senza clamore, senza bisogno di riflettori.

Quando il suo percorso professionale lo ha portato sulla panchina della Juventus, quel filo invisibile non si è spezzato. Anzi, si è trasformato in qualcosa di ancora più significativo. L’allenatore ha voluto rendere omaggio ai due ragazzi in un modo che solo chi ama davvero questo sport può concepire. Non si è limitato a ricordarli pubblicamente o a visitare il luogo della tragedia. Ha fatto un passo ulteriore, intimo e potente.

Ogni volta che compila la lista dei convocati per l’allenamento, Luciano Spalletti inserisce anche loro. Il numero 17 per Riccardo Neri, tra i portieri, e il numero 12 per Alessio Ferramosca. Un gesto silenzioso, rimasto a lungo lontano dagli occhi del pubblico, emerso solo recentemente e capace di commuovere tifosi e appassionati.

A quasi vent’anni di distanza, questa scelta ha un valore simbolico enorme. È come se, in qualche modo, Alessio e Riccardo avessero finalmente realizzato il loro sogno: essere parte della Juventus dei grandi. Non solo nel ricordo, ma nella quotidianità di uno spogliatoio che continua a portarli con sé. Un gesto semplice, ma carico di significato, che racconta meglio di mille parole il lato più umano del calcio.

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