
Dopo settimane di scontro frontale con le istituzioni, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham sembrano pronti a modificare la propria strategia nel delicato procedimento che riguarda l’affidamento dei loro tre figli. I coniugi anglo-australiani, noti come la “famiglia nel bosco”, avrebbero deciso di affidarsi a un consulente psichiatrico di primo piano, nel tentativo di aprire un canale di dialogo con il tribunale per i minorenni dell’Aquila.
La scelta arriva a pochi giorni dal Natale “flash”, durante il quale la coppia ha potuto trascorrere soltanto un paio d’ore con i bambini nella casa famiglia. Un incontro breve ma significativo, che avrebbe spinto Nathan e Catherine ad adottare una postura meno conflittuale nei confronti dei giudici.
Famiglia nel bosco, il nuovo consulente: chi è Tonino Cantelmi
Secondo quanto emerge, la coppia avrebbe scelto Tonino Cantelmi, psichiatra, psicoterapeuta e professore associato all’Università Gregoriana. Figura di riferimento nel mondo cattolico, Cantelmi nel 2020 era stato indicato da Papa Francesco come membro del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, uno degli organismi chiave della Santa Sede.
Il suo ruolo, nella strategia difensiva dei Trevallion-Birmingham, sarebbe duplice: da un lato affiancarli nelle valutazioni psicologiche disposte dal tribunale, dall’altro accompagnarli verso un atteggiamento meno radicale, più compatibile con le richieste dei giudici e dei servizi sociali. Una scelta che sembra segnare una discontinuità rispetto alla linea di scontro pubblico seguita finora, anche attraverso l’intervento di esponenti politici italiani.
Le valutazioni psicologiche in arrivo: il nodo della “rigidità” dei genitori
Nei prossimi giorni, Nathan, Catherine e i tre figli saranno sottoposti a una valutazione psicologica approfondita, finalizzata a monitorare lo sviluppo cognitivo e psico-affettivo dei minori, le figure di riferimento riconosciute e i modelli educativi e di identificazione costruiti nel tempo.
Si tratta di un passaggio cruciale nel procedimento, dal quale dipenderanno le future decisioni del tribunale sull’eventuale ricongiungimento familiare e sulle modalità di affidamento.
Finora, uno degli ostacoli principali al riavvicinamento è stato individuato nella “notevole rigidità” dei genitori. È quanto ha scritto la presidente del tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, in un provvedimento di sei pagine che ha segnato una battuta d’arresto rispetto alle aspettative di un ricongiungimento entro Natale. Secondo il tribunale, Nathan e Catherine non avrebbero mostrato una reale disponibilità a negoziare deroghe rispetto ai valori che ispirano il loro stile di vita. In particolare, la madre sarebbe stata ritenuta la figura più intransigente, assumendo atteggiamenti di protesta anche durante la permanenza in casa famiglia con i figli.
Le contestazioni sulle cure mediche
Tra gli elementi più critici emersi nel procedimento vi sono anche le scelte sanitarie adottate in passato dalla coppia. Secondo gli atti, sarebbe stata soprattutto Catherine a opporsi a interventi medici ritenuti necessari, come la somministrazione di antibiotici per bronchiti o le cure per una intossicazione da funghi velenosi.
Proprio questo aspetto ha contribuito a rafforzare le preoccupazioni delle autorità sul benessere dei minori e sulla capacità dei genitori di garantire cure adeguate.
Un tentativo di cambio di passo
L’ingresso di Tonino Cantelmi nella squadra dei consulenti sembra dunque rappresentare un tentativo di ribaltare il paradigma, passando dallo scontro ideologico a una linea più dialogante. Resta da capire se questa apertura sarà sufficiente a convincere i giudici della reale volontà dei genitori di collaborare.
Il procedimento resta aperto e delicato, ma la scelta di un consulente così autorevole potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase nella vicenda della famiglia nel bosco.


