
È iniziata nell’Aula della Camera la discussione generale sulla legge di Bilancio, già approvata nei giorni scorsi dal Senato. Il provvedimento entra così nella fase decisiva dell’iter parlamentare, con un calendario serrato che porterà prima al voto di fiducia e poi all’approvazione finale del testo.
In Aula sono previsti circa venti interventi dei gruppi parlamentari. Al termine del dibattito il Governo porrà la questione di fiducia, passaggio ormai considerato inevitabile per rispettare i tempi di approvazione della manovra. Presente in Aula anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che segue direttamente l’iter del provvedimento.
Il testo della manovra ha ottenuto il via libera della Commissione Bilancio della Camera, ma l’avvio dei lavori a Montecitorio è stato segnato da un ritardo di circa un’ora. A rallentare l’inizio dell’esame sono state le polemiche legate alla richiesta di Fratelli d’Italia di un’informativa urgente al Governo sulla vicenda dei presunti finanziamenti ad Hamas.

Sono 239 gli ordini del giorno presentati alla legge di Bilancio, a conferma di un confronto politico acceso. Dopo la fiducia, la chiama è prevista per domani sera, mentre il voto finale sul testo è atteso per martedì, salvo ulteriori slittamenti.
Dal fronte dell’opposizione, duro l’intervento del capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Riccardo Ricciardi, che ha definito la manovra «senza visione». Secondo l’esponente pentastellato, il Governo avrebbe fatto scelte che penalizzano cittadini e imprese, mentre privilegerebbe il settore degli armamenti, delegando la politica economica al capitalismo finanziario.
Di segno opposto la posizione della maggioranza. Il relatore della manovra, Andrea Mascaretti di Fratelli d’Italia, ha rivendicato che la Legge di Bilancio 2026 poggia su basi solide, citando dati su occupazione record, calo della disoccupazione, miglioramento dello spread e giudizi positivi delle agenzie di rating. «Misure concrete per famiglie, lavoro, imprese e sanità», ha sottolineato.

Il Partito Democratico ha invece criticato duramente la compressione dei tempi parlamentari. I deputati dem in Commissione Affari costituzionali hanno parlato di «grave strappo istituzionale», chiedendo che non si crei un precedente e ribadendo la necessità di garantire al Parlamento un esame pieno e non forzato della legge di Bilancio.
A rendere ancora più teso il clima in Aula è stata la bagarre politica sulla richiesta di informativa riguardante l’inchiesta sui presunti fondi ad Hamas. FdI ha accusato le opposizioni di aver sottovalutato la pericolosità di alcuni soggetti coinvolti, mentre il Pd ha parlato di un uso irresponsabile di una vicenda giudiziaria per fini politici.
Nel frattempo, il Governo punta a chiudere rapidamente l’iter della manovra economica, considerata centrale per la stabilità finanziaria del Paese. Le prossime ore saranno decisive, tra fiducia, voto finale e un confronto politico che si preannuncia ancora fortemente acceso dentro e fuori l’Aula di Montecitorio.


