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Stampa internazionale a confronto: Meloni promossa, Schlein sotto tiro

Pubblicato: 28/12/2025 21:21

Due titoli, due giudizi opposti e un confronto indiretto che pesa sul quadro politico italiano. La stampa internazionale dedica attenzione alle due principali leader italiane, ma con esiti diametralmente diversi: Giorgia Meloni incassa una valutazione positiva dal Financial Times, mentre Elly Schlein viene messa in discussione da Haaretz, uno dei principali quotidiani israeliani. Un doppio sguardo dall’estero che finisce per rafforzare la premier e, al contrario, indebolire la segretaria del Partito democratico.

Il Financial Times e la nuova percezione dell’Italia

Il quotidiano economico britannico segnala un cambio di percezione dei mercati nei confronti dell’Italia, che insieme alla Spagna sembra essersi lasciata alle spalle l’immagine di periferia fragile dell’eurozona. A certificare questo passaggio è soprattutto il dato sullo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi a dieci anni, sceso intorno ai 70 punti base, ai minimi dalla fine del 2009.
Un risultato che il Financial Times colloca in un contesto di crescita economica moderata, ma che viene comunque attribuito alla linea di rigore sul deficit adottata dal governo Meloni e alla credibilità complessiva della politica economica dell’esecutivo. Il restringimento del differenziale, osserva il giornale, ha contribuito a riportare verso l’Italia anche investitori più prudenti, tradizionalmente diffidenti.

Haaretz e il giudizio su Elly Schlein

Di segno opposto il ritratto tracciato da Haaretz su Elly Schlein, introdotto da una domanda che suona già come una valutazione: “Questa outsider politica di sinistra con radici ebraiche può davvero sfidare Meloni in Italia?”. La risposta, nel pezzo, è sostanzialmente negativa.
Il quotidiano israeliano mette in dubbio la capacità di leadership della segretaria dem, sottolineando la distanza comunicativa e politica rispetto alla premier. A rafforzare questa lettura contribuisce anche il commento del politologo Carlo Galli, ex deputato Pd, secondo cui Schlein non condividerebbe il carisma naturale e la facilità di comunicazione di Meloni, apparendo talvolta in difficoltà nel raccontare il proprio percorso personale in modo efficace per l’elettorato italiano.

Il nodo dell’intervista mancata e il Medio Oriente

Nel quadro delineato da Haaretz pesa anche un elemento politico rilevante: il quotidiano riferisce di aver chiesto un’intervista a Schlein senza ottenerla. Un silenzio interpretato come segnale di imbarazzo sulla crisi mediorientale, tema particolarmente sensibile per un giornale israeliano, e che contribuisce a rafforzare l’immagine di una leader ancora incerta sul piano internazionale.

Due narrazioni, un effetto politico

Il confronto tra i due articoli restituisce due narrazioni opposte: da un lato una Meloni accreditata sui mercati e riconosciuta all’estero come interlocutrice affidabile; dall’altro una Schlein descritta come fragile e poco incisiva, soprattutto nel confronto diretto con la premier. Un giudizio che, al di là delle opinioni, mostra come la dimensione internazionale stia diventando sempre più centrale anche nella competizione politica interna italiana.

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