
Nicola Fratoianni respinge con decisione ogni collegamento personale o politico con Mohammad Hannoun, finito al centro dell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas. In un’intervista a Repubblica, il leader di Alleanza Verdi e Sinistra chiarisce la propria posizione e rivendica una linea netta di condanna del terrorismo, respingendo le accuse e le richieste di scuse arrivate dal centrodestra.
“Non ho mai sostenuto Hannoun, non è amico mio”, afferma Fratoianni, spiegando di averlo incrociato una sola volta, nel 2022, durante una conferenza stampa alla Camera alla quale partecipavano molte persone. Anche sull’organizzazione dell’evento, il leader di Avs ridimensiona: “Può anche essere che l’abbia organizzata io, ma sinceramente non me lo ricordo. Partecipo a centinaia di conferenze stampa e incontro migliaia di persone. Quel che è certo è che non ho mai avuto alcun rapporto con lui”.
La condanna del 7 ottobre e della violenza contro i civili
Fratoianni ribadisce la distanza politica e culturale da chi mostra ambiguità sugli attacchi di Hamas. “Chi mostra indulgenza sul 7 ottobre è lontanissimo dalla mia cultura politica”, sottolinea. Il leader di Avs rivendica una posizione pacifista e non violenta, dichiarando di provare “orrore per l’assassinio di civili inermi”, sia per gli israeliani uccisi da Hamas sia per i palestinesi colpiti dalle operazioni militari del governo israeliano.
Secondo Fratoianni, la linea di Avs è sempre stata “durissima e netta” nella condanna di ogni forma di violenza contro i civili.
“L’inchiesta è un bene, chi devia gli aiuti tradisce Gaza”
Sui rapporti con il mondo pro-Palestina, Fratoianni respinge l’idea di imbarazzo politico. Anzi, definisce l’inchiesta “un bene”, perché l’eventuale utilizzo di fondi raccolti per Gaza a fini terroristici o militari sarebbe “una cosa ignobile”.
Un comportamento che, secondo il leader di Avs, tradirebbe due volte: da un lato i donatori, dall’altro gli stessi palestinesi in attesa di aiuti umanitari, “prime vittime di chi li bombarda”.
Le accuse alla destra e il rifiuto delle scuse
Fratoianni accusa però la destra di strumentalizzare l’indagine. A suo giudizio, l’obiettivo non sarebbe fare chiarezza, ma delegittimare milioni di italiani che hanno donato aiuti, partecipato alle manifestazioni e sostenuto la mobilitazione contro le operazioni militari israeliane a Gaza.
“Una mobilitazione straordinaria che va portata avanti finché non si arriverà a una vera pace”, afferma. Quanto alle richieste di scuse avanzate dal centrodestra, la risposta è netta: “Non ci penso nemmeno”.
“Continuerò a battermi per la pace”
Fratoianni conclude rivendicando la propria linea politica: “Contro l’inferno in terra continuerò a fare quello che ho sempre fatto: battermi per la pace e la convivenza di tutti, palestinesi e israeliani”. Una presa di posizione che punta a distinguere nettamente tra solidarietà al popolo palestinese e condanna del terrorismo, nel pieno della polemica politica scatenata dall’inchiesta giudiziaria.


