
Dopo settimane di silenzio, Nathan Trevallion, 51 anni, cittadino britannico e padre dei tre bambini della cosiddetta famiglia nel bosco, ha deciso di raccontare pubblicamente la propria versione dei fatti. In una intervista a La Stampa, Trevallion descrive lo stato emotivo dei figli, ospitati dal 20 novembre 2025 in una struttura di Vasto insieme alla madre, Catherine Birmingham.
L’incontro con i figli e i primi segnali di disagio
Trevallion spiega di aver potuto vedere i bambini per circa un’ora nella giornata precedente all’intervista. Il momento dell’incontro è stato carico di affetto: abbracci, baci e continue rassicurazioni. Tuttavia, rispetto al periodo in cui la famiglia viveva nel bosco, il padre nota cambiamenti evidenti nel comportamento dei figli.
«Hanno difficoltà a concentrarsi, sono in uno stato costante di agitazione e ansia», racconta. Un elemento che lo colpisce particolarmente è la comparsa di litigi frequenti tra fratelli, una dinamica che, a suo dire, prima non esisteva.
Rabbia, tristezza e comportamenti regressivi
Secondo il racconto di Trevallion, i bambini manifestano il loro disagio soprattutto nei momenti di separazione. Quando arriva l’ora di salutarsi, cercano di distrarsi o di evitare il distacco, come se fuggissero dalle emozioni che provano. «In quei momenti sento tutta la loro tristezza», spiega, sottolineando come i figli sembrino non comprendere perché il padre debba lasciarli e tornare a casa da solo.
Il padre descrive anche reazioni più intense: uno dei bambini, dopo la sua partenza, arriverebbe a rompere oggetti a cui è molto legato o a litigare con i fratelli, inclusa la sorella gemella. La bambina, invece, reagirebbe con pianti frequenti e scoppi d’ira. La figlia maggiore, di otto anni, tenderebbe a reprimere le emozioni, ma manifesterebbe segnali di disagio come mordersi le dita fino a farle arrossare.
Il desiderio di tornare a casa
Tutti e tre i bambini, racconta Trevallion, gli pongono sempre la stessa domanda: quando potranno tornare a casa. Un ritorno che per loro significa vivere di nuovo insieme, a contatto con la natura e con gli animali, «rispettando le regole».
Il padre dice di incoraggiarli a essere forti e a sostenersi a vicenda, ribadendo che non hanno colpe per ciò che sta accadendo. «Gli dico che li amo, che mi mancano ogni giorno e che tutti stanno lavorando per riportare loro e la mamma a casa».
Il dolore della separazione
Lasciando la struttura, Trevallion racconta di sentirsi sopraffatto da tristezza e dolore, consapevole che i suoi figli restano lontani dai genitori in una fase delicata della crescita. «A quell’età tutti hanno bisogno dell’amore dei genitori, soprattutto se li hai avuti accanto ogni giorno della loro vita», afferma.
Secondo il padre, ciò che oggi manca maggiormente ai bambini è proprio questa presenza costante. «Stiamo facendo tutto il possibile per aiutarli a riconquistare il nostro amore, il nostro affetto e il nostro ruolo di genitori», conclude.


