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Dramma nella musica, è morto giovanissimo: il tragico annuncio è appena arrivato

Pubblicato: 12/01/2026 18:24

È morto a soli 26 anni Matt Kwasniewski-Kelvin, chitarrista e cofondatore dei black midi, una delle band più influenti della nuova scena rock sperimentale. Il musicista americano aveva partecipato all’album d’esordio del gruppo, “Schlagenheim”, prima di lasciare la formazione.

La notizia della scomparsa è stata comunicata dalla famiglia attraverso un comunicato diffuso dall’etichetta Rough Trade Records. Nella nota si legge che Kwasniewski-Kelvin è morto dopo «una lunga battaglia con la sua salute mentale», una frase che ha profondamente colpito fan e addetti ai lavori.

«Rough Trade Records desidera esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia Kwasniewski-Kelvin», si legge nella dichiarazione ufficiale. «Matt era una persona incredibilmente talentuosa, un membro fondatore dei black midi che ci mancherà davvero».

Kwasniewski-Kelvin aveva iniziato a suonare la chitarra fin da bambino, quando frequentava le scuole elementari, avvicinandosi inizialmente al punk pop. Il padre, musicista in una band, lo portava con sé ai concerti già all’età di 12 anni, alimentando una passione destinata a diventare centrale nella sua vita.

L’incontro decisivo avvenne alla BRIT School di Londra, celebre istituzione per le arti performative, dove conobbe Geordie Greep, Cameron Picton e Morgan Simpson, con i quali avrebbe fondato i black midi. Fu Greep, come raccontò Matt a Pitchfork nel 2019, a spingere il gruppo verso sonorità più estreme, tra rumore aspro, drone music e influenze Merzbow.

Il primo concerto della band risale al 2017 al Windmill di Brixton. In breve tempo i black midi diventarono una presenza centrale della nuova scena rock britannica, accanto a gruppi come Squid, Shame, Fat White Family e Black Country, New Road.

Nel 2018 arrivò il singolo d’esordio “bmbmbm”, pubblicato dall’etichetta Speedy Wunderground, seguito dall’esibizione al SXSW 2019. Poco dopo la firma con Rough Trade, il gruppo pubblicò “Schlagenheim”, accolto con entusiasmo da pubblico e critica e candidato ai Mercury Prize, portando la band in tour in tutto il mondo, fino allo stop imposto dal Covid.

Quando nel 2021 uscì il secondo album “Cavalcade”, Matt Kwasniewski-Kelvin non faceva più parte del progetto. «Mi sono preso una pausa dalla band perché non stavo bene mentalmente», spiegò all’epoca. Dopo il terzo disco, la band si è poi sciolta a tempo indeterminato, mentre lui ha continuato a suonare sporadicamente a Londra.

Nel messaggio finale, la famiglia ha voluto lanciare anche un appello: «Un musicista di talento e un uomo gentile e amorevole alla fine hanno ceduto, nonostante tutti gli sforzi. Vi preghiamo di contattare i vostri cari, per impedire che tragedie simili accadano ai nostri ragazzi». Parole che trasformano una perdita dolorosa in un invito alla consapevolezza sulla salute mentale.

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