
Si è spenta a Kyoto all’età di 49 anni Ai, la scimpanzé che per decenni ha affascinato il mondo della scienza grazie a capacità cognitive straordinarie. Arrivata nel 1977 al Centro per le origini evolutive del comportamento umano dell’Università di Kyoto, proveniente dalla foresta della Guinea, Ai non era una scimmia qualsiasi. I ricercatori, colpiti dalla sua rapidità nell’apprendere numeri e parole, decisero di darle un nome che in giapponese significava “amore”, e da quel momento la sua vita si intrecciò con quella della ricerca scientifica e della cultura popolare.
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Nel corso della sua vita, Ai ha dimostrato capacità impressionanti: ha imparato a contare fino a 11, a comprendere il significato di circa 100 parole, e ha partecipato a test cognitivi condotti in parallelo con bambini delle elementari. Le sue prestazioni hanno prodotto decine di pubblicazioni scientifiche, diventando un punto di riferimento nello studio delle capacità intellettive dei primati e nel confronto con l’intelligenza umana.
L’arte e la creatività di Ai
Ma la vita di Ai non si limitava ai test scientifici. Per rilassarsi tra una prova e l’altra, la scimpanzé amava disegnare, utilizzando fogli e undici colori diversi, tutti conosciuti e riconosciuti da lei. La sua arte astratta era così raffinata da meritare una stampa su una sciarpa di seta, regalata a Jane Goodall, pioniera della primatologia recentemente scomparsa.
Non solo pittura: Ai era anche capace di battere il tempo con una tastiera musicale, dimostrando una comprensione ritmica notevole. Queste capacità cognitive e artistiche sono state trasmesse in parte a suo figlio Ayumu, che ha seguito le orme della madre nei test e nello sviluppo intellettuale.

Un esempio per la ricerca etica
La storia di Ai segna anche un passaggio fondamentale nella tutela dei primati. La cattura di cuccioli dalla foresta, pratica comune al momento del suo arrivo a Kyoto, è stata successivamente bandita da un trattato internazionale cui il Giappone ha aderito. Nel Centro di Kyoto, Ai ha vissuto in gruppo e con tutte le attenzioni possibili, un ambiente molto diverso dalla sua vita in natura, ma più sicuro e stimolante.
Il legame tra Ai e l’etologo Tetsuro Matsuzawa, allora ventisettenne, è stato intenso e duraturo. Matsuzawa ha imparato a interagire con i vocalizzi della scimpanzé e a partecipare ai suoi giochi di lotta, sviluppando una relazione profonda che ha contribuito al successo scientifico e umano della ricerca.
I successi scientifici
Fin dal 1982, Ai ha impressionato i ricercatori. Matsuzawa pubblicò il primo articolo scientifico su una scimpanzé in grado di associare nomi di colori agli oggetti mostrati su uno schermo. Tre anni dopo, Ai contava fino a 6, eseguendo sequenze numeriche e calcoli elementari. Nel 1990, riconosceva il proprio nome, quello dei suoi compagni e di alcuni ricercatori, e nel 1991 la sua capacità di contare arrivava fino a 9. Uno studio del 2000 confermava che Ai superava le abilità numeriche di un bambino pronto per la prima elementare, sottolineando la complessità cognitiva dei primati.
Matsuzawa ha anche scritto un libro dedicato ai bambini giapponesi, raccontando la storia di Ai e immaginando un futuro in cui gli umani e gli scimpanzé possano comprendersi meglio grazie alla trasmissione del linguaggio e delle capacità cognitive apprese.

L’eredità di Ai
Ai non è stata soltanto una scimpanzé eccezionale, ma un simbolo di quanto la ricerca scientifica possa insegnarci sul comportamento e sull’intelligenza dei nostri parenti evolutivi. La sua vita testimonia la possibilità di coniugare studi rigorosi, rispetto per gli animali e creatività. Attraverso Ai, la comunità scientifica ha avuto la prova concreta che la mente dei primati può essere straordinariamente complessa e vicina, in alcuni aspetti, a quella umana.
Il suo ricordo rimane nei laboratori di Kyoto, negli articoli pubblicati e nelle generazioni future di scimpanzé e ricercatori. Ai ci lascia un insegnamento prezioso: osservare e rispettare la mente degli animali può rivelare mondi straordinari e aprire la strada a un dialogo tra specie fino a ieri ritenute incomunicabili.


