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Iran, passa la mozione bipartisan al Senato ma M5S si astiene

Pubblicato: 14/01/2026 12:49

Via libera in commissione Esteri-Difesa del Senato alla risoluzione bipartisan sull’Iran, che esprime la preoccupazione per i drammatici eventi in corso e la condanna della repressione attuata dalle autorità di Teheran. Il testo è stato approvato con un’ampia convergenza tra maggioranza e opposizione, ma con la scelta di astensione del Movimento 5 Stelle, che ha subito acceso lo scontro politico.

L’astensione del M5S e le motivazioni

I senatori pentastellati avevano chiesto di inserire nella risoluzione un riferimento esplicito alla contrarietà a qualsiasi intervento armato esterno. Una richiesta respinta nel corso dei lavori in commissione.
«Non vogliamo che il governo italiano si trovi a sostenere un’altra azione illegale di Trump, un’altra guerra per il petrolio – spiegano i parlamentari M5S –. Abbiamo chiesto di rafforzare il testo con un impegno chiaro contro un intervento militare unilaterale. Poiché questo auspicio è stato rigettato, abbiamo deciso di astenerci».

Le critiche della maggioranza e delle opposizioni

La scelta del Movimento 5 Stelle ha provocato reazioni immediate. Fratelli d’Italia ha parlato di una posizione che «crea imbarazzo nel Pd» e dimostra, secondo il senatore Michele Barcaiuolo, l’assenza di una reale unità nel cosiddetto campo largo.
Sulla stessa linea la Lega, con la capogruppo Stefania Pucciarelli, che ha definito «sorprendente» l’astensione su un tema di «emergenza umanitaria».
Ironico il commento del leader di Azione, Carlo Calenda, che ha accusato il M5S di essere «sempre dalla parte giusta della storia», citando sarcasticamente Maduro, Putin e gli ayatollah.

Le parole di Stefania Craxi

A difendere la risoluzione è intervenuta la presidente della commissione Esteri, Stefania Craxi, che ha rivendicato il valore politico del testo approvato.
Secondo Craxi, la risoluzione rappresenta «un atto di vicinanza al coraggioso popolo iraniano» e un impegno concreto dell’Italia a sostegno di chi rischia la vita per libertà e dignità. La presidente ha parlato di una «convergenza larga tra la maggioranza e la parte responsabile dell’opposizione», criticando duramente l’astensione del M5S, definita il frutto di «logiche strumentali interne» e di una preoccupante inclinazione verso posizioni antioccidentali.

Il contenuto della risoluzione

Il testo impegna il governo ad attivare ogni iniziativa diplomatica per spingere le autorità iraniane a desistere dalle misure repressive contro i manifestanti pacifici, riconoscendo la necessità di comprendere e ascoltare le richieste della popolazione.

La risoluzione sollecita inoltre un’azione coordinata con i partner dell’Unione europea e nelle sedi multilaterali per ottenere la cessazione dell’uso sproporzionato della forza, degli arresti arbitrari e delle violenze, con particolare attenzione alla tutela di donne e minori. È previsto anche il sostegno a sanzioni mirate, individuali e settoriali, contro i responsabili della repressione, garantendo al contempo la protezione dei canali umanitari.

Un passaggio centrale riguarda la richiesta alle autorità iraniane di rinunciare alla pena di morte come strumento di repressione del dissenso e di sospendere immediatamente procedimenti e condanne legati alle proteste. Il testo chiede infine il ripristino dell’accesso a internet e ai servizi di comunicazione, considerati essenziali per la libertà di espressione, di informazione e per un monitoraggio indipendente della situazione.

Le iniziative di piazza a sostegno del popolo iraniano

Fuori dal Parlamento, intanto, cresce la mobilitazione. È in programma per venerdì 16 gennaio un presidio in piazza del Campidoglio, a Roma, a sostegno del popolo iraniano, promosso da Amnesty International e Woman Life Freedom for Peace and Justice. Hanno annunciato la loro adesione Cgil, Partito democratico e Alleanza Verdi Sinistra.

Nel dibattito politico resta aperta anche la partita delle manifestazioni successive: in un’intervista, il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia non ha escluso una partecipazione alla piazza organizzata da +Europa e Azione, segno di una discussione ancora in evoluzione nel fronte delle opposizioni.

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