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La Lega si spacca sull’Ucraina, in due contro Salvini: “Con Vannacci sensibilità comune”

Pubblicato: 15/01/2026 16:30

La Lega si spacca in Aula tra assenze strategiche e voti contrari, aprendo un nuovo fronte politico sulla proroga degli aiuti militari all’Ucraina. Alla Camera, il Carroccio mostra crepe evidenti durante il voto sulla risoluzione di maggioranza che rinnova l’autorizzazione del Parlamento al governo per il sostegno a Kiev.

A votare contro sono stati i deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, entrambi considerati vicini al vicesegretario leghista Roberto Vannacci. Una scelta che pesa, perché rompe la linea ufficiale della maggioranza e rilancia il dissenso interno sul dossier Ucraina.

Non solo voti contrari. I numeri raccontano una frattura più profonda: otto deputati della Lega risultano in missione e altri sette non hanno partecipato al voto. Un’assenza di massa che, di fatto, indebolisce la compattezza del partito in uno dei passaggi più delicati della politica estera italiana.

Accanto ai due leghisti, si è schierato contro anche Emanuele Pozzolo, deputato del gruppo Misto ed ex Fratelli d’Italia. Un’alleanza trasversale che rafforza il fronte critico verso l’invio di armi a Kiev e segnala un malessere che va oltre i confini di un singolo partito.

Lasciando l’Aula dopo le comunicazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, Sasso ha respinto ogni ipotesi di rottura con il Carroccio. “Perché dovrei andarmene? Ho votato secondo coscienza”, ha spiegato, rivendicando la coerenza di una posizione da sempre contraria agli aiuti militari all’Ucraina.

Una linea condivisa anche da Ziello, che liquida la mediazione trovata dalla maggioranza come un’operazione di facciata. “Al di là delle acrobazie lessicali, la sostanza non cambia”, afferma, sottolineando come dopo anni di conflitto la strategia adottata non abbia prodotto risultati concreti sul fronte della pace.

I due deputati annunciano ora battaglia sul decreto Ucraina atteso in Aula a fine mese. “Presenteremo emendamenti”, promettono, chiarendo che il vero nodo politico resta il decreto legge, che continua a prevedere lo stanziamento di sostegni militari, in continuità con i provvedimenti precedenti.

Ziello esclude contatti diretti con Vannacci, ma non nasconde la comunanza di vedute. “Su temi di politica internazionale si vota secondo coscienza”, ribadisce, respingendo l’idea che il dissenso possa tradursi in un’uscita dalla maggioranza di governo.

Più esplicito Sasso, che alla domanda su un possibile futuro politico dell’area vannacciana ammette: “È innegabile che abbiamo una sensibilità comune”. Parole che alimentano il dibattito interno alla Lega e tengono alta la tensione sul tema caldo degli aiuti all’Ucraina, destinato a restare al centro dello scontro politico nelle prossime settimane.

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