
La Supermedia Youtrend per Agi restituisce l’immagine di un sistema politico sostanzialmente stabile, con rapporti di forza che cambiano solo di pochi decimali. Dopo le elezioni regionali di fine anno e prima dell’avvio pieno del 2026 politico, l’elettorato sembra aver congelato le proprie scelte. Una fase di attesa che potrebbe però essere incrinata nei prossimi mesi da fattori esterni, come il referendum sulla giustizia, le tensioni internazionali o la capacità delle opposizioni di costruire un’alternativa credibile.
Fratelli d’Italia resta primo, ma senza slancio
Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 29,8%, consolidando la leadership di Giorgia Meloni. Il dato segnala solidità, ma anche una fase di stallo: il consenso non arretra in modo significativo, senza però mostrare segnali di espansione.
Forza Italia e Lega, distanza minima
Nel perimetro della maggioranza, il dato più rilevante è l’avvicinamento tra Forza Italia all’8,8% e Lega all’8,4%. Entrambi restano sotto la soglia del 10%, incapaci di ritagliarsi uno spazio autonomo rispetto al ruolo dominante di FdI. Nel complesso, il centrodestra arriva al 48,3%, una quota alta ma stabile.
Partito Democratico cresce, ma il divario resta
Sul fronte opposto, il Partito Democratico sale al 22,2%. Per Elly Schlein è una conferma di tenuta sopra una soglia considerata strategica, ma il distacco da FdI rimane ampio. Guardando alle coalizioni, il centrosinistra raggiunge il 30,3%, accorciando leggermente la distanza complessiva e rimettendo al centro il tema delle alleanze.
Movimento 5 Stelle in calo
Prosegue la fase discendente del Movimento 5 Stelle, che scende al 12,2%. Una flessione che riflette difficoltà di posizionamento politico e di identità. Alleanza Verdi e Sinistra arretra lievemente al 6,4%, mantenendo però una base elettorale riconoscibile.
Centristi: Azione su, Italia Viva giù
Nel campo centrista, Azione sale al 3,5%, mentre Italia Viva scende al 2,5%. +Europa risale all’1,7% e Noi Moderati all’1,1%. L’area nel complesso vale il 5,9%.
Referendum sulla giustizia come possibile spartiacque
La fotografia di stabilità potrebbe non durare. La campagna per il referendum sulla giustizia, incentrato sulla separazione delle carriere, potrebbe rimescolare i consensi, soprattutto tra gli elettori più sensibili ai temi istituzionali. Per ora, la Supermedia racconta un Paese fermo. Ma l’esperienza politica italiana insegna che basta poco per rimettere tutto in movimento.


