Vai al contenuto

Air Force Renzi ceduto ad un euro: rischio di danno erariale

Pubblicato: 19/01/2026 09:13

Per anni è rimasto lì, simbolo silenzioso di una stagione politica e di un’idea di rappresentanza istituzionale che ha fatto discutere. Un grande aereo, pensato per collegare l’Italia al resto del mondo, diventato progressivamente oggetto di polemiche, interrogativi e conti mai davvero chiariti. Una vicenda complessa, fatta di numeri, contratti e decisioni prese lontano dai riflettori, che continua a produrre strascichi anche dopo la sua conclusione formale.
Leggi anche: “Renzi mollusco si può dire”. La clamorosa decisione dei giudici, l’ex premier inferocito

Quando l’attenzione pubblica si sposta su altri temi, alcune storie restano sullo sfondo senza trovare una risposta definitiva. È il caso dell’ormai celebre Air Force Renzi, un progetto nato con ambizioni intercontinentali e conclusosi con una cessione simbolica che ancora oggi solleva dubbi su costi, opportunità e possibili responsabilità contabili.
Leggi anche: Caso Kirk, Matteo Renzi accusa Giorgia Meloni: “Alimenta l’odio”

Un aereo di Stato tra ambizioni e polemiche

Nel 2023 l’Airbus A340-500 utilizzato come aereo di Stato per le lunghe tratte è stato ceduto per un euro, dopo un impegno economico complessivo pari a 168 milioni di euro nell’arco di otto anni. Un epilogo che ha chiuso formalmente una delle operazioni più discusse degli ultimi anni, ma che non ha spento il dibattito politico e istituzionale.

L’aereo era stato pensato per garantire al governo italiano uno strumento adeguato alle missioni intercontinentali. In realtà, il suo utilizzo si è rivelato estremamente limitato: poche decine di missioni istituzionali, a fronte di costi elevatissimi sostenuti dallo Stato. Un rapporto squilibrato tra spesa e impiego che ha alimentato interrogativi mai del tutto chiariti.

I conti e la differenza sui valori di mercato

Secondo quanto ricostruito, emergerebbe una differenza di circa 40 milioni di euro tra quanto lo Stato ha effettivamente pagato e quanto l’aereo avrebbe potuto costare se acquistato o noleggiato a valori di mercato. Il dato nasce dal confronto tra i circa 54 milioni di euro versati e una stima di mercato oscillante tra 15 e 30 milioni, elaborata all’interno di una consulenza tecnica depositata alla Procura di Civitavecchia.

L’operazione risale al 2015, quando il governo guidato da Matteo Renzi decide di dotarsi di un velivolo per le tratte a lungo raggio. L’A340-500 viene inizialmente noleggiato da Alitalia Sai, allora partecipata al 49% da Etihad, e successivamente subnoleggiato allo Stato. Il valore attribuito all’aereo viene fissato a 58 milioni di dollari, una cifra superiore alle stime di mercato dell’epoca.

Il leasing, l’anticipo e il ruolo di Alitalia

Un passaggio centrale dell’operazione riguarda il leasing. Etihad avrebbe proposto ad Alitalia condizioni allineate al mercato, ma nel sub-leasing allo Stato il costo mensile risulta raddoppiato. A ridosso della firma del contratto compare inoltre un anticipo di 25 milioni, elemento che non figurava nelle bozze iniziali.

Prima della rescissione del contratto, avvenuta nel 2018, lo Stato versa complessivamente circa 54 milioni di euro. A fronte di questa spesa, i voli di Stato effettuati sono 29, su un totale di 88 voli complessivi, includendo quelli tecnici e di posizionamento. Tra le missioni figurano viaggi con il presidente della Repubblica, con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, con ministri degli Esteri e della Difesa, oltre a un sottosegretario allo Sviluppo economico. Matteo Renzi, pur essendo il promotore politico dell’operazione, non utilizza mai l’aereo.

L’inchiesta e l’archiviazione

Sul piano giudiziario, la Procura di Civitavecchia ha archiviato il procedimento penale, ritenendo che non vi fossero gli estremi della truffa ai danni dello Stato. Il procuratore Mirko Piloni ha tuttavia trasmesso alla Corte dei Conti una corposa consulenza tecnica: 117 pagine di relazione accompagnate da quasi 1.900 pagine di allegati, che ricostruiscono nel dettaglio l’intera operazione.

Resta così aperto il nodo del possibile danno erariale, mai definitivamente chiarito sul piano contabile e politico. Una vicenda che continua a riemergere nel dibattito pubblico mentre il suo principale protagonista ha lasciato Palazzo Chigi, ma non la scena politica. L’Air Force Renzi, venduto per un euro, rimane uno dei casi più emblematici di gestione controversa delle risorse pubbliche negli ultimi anni.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 22/01/2026 08:33

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure