Le voci di corridoio si rincorrono da ore e raccontano di una mattinata tutt’altro che tranquilla nei palazzi della televisione pubblica. A Viale Mazzini, secondo quanto filtra, l’aria sarebbe stata carica di tensione, con confronti duri e nervi scoperti. Al centro della scena, ancora una volta, il tema degli ascolti, delle fasce orarie e di equilibri che, quando iniziano a scricchiolare, finiscono per trasformarsi in un vero e proprio campo di battaglia.
Questa volta lo scontro avrebbe coinvolto due pesi massimi della programmazione Rai, simboli di stagioni e stili diversi dell’informazione televisiva. Da un lato un format che negli ultimi mesi ha allargato i propri confini, conquistando pubblico anche in seconda serata, dall’altro un’istituzione storica della tv italiana, oggi alle prese con numeri meno rassicuranti e con la necessità di difendere uno spazio che per anni è stato considerato intoccabile.

Guerra in Rai, cosa sta succedendo tra i conduttori
Secondo quanto apprende Fanpage.it, il fastidio sarebbe cresciuto progressivamente. L’estensione serale di un programma nato per il pomeriggio avrebbe iniziato a dare parecchio fastidio a uno dei volti più longevi del piccolo schermo. Non è un mistero che il conduttore rivale abbia costruito un pubblico fedele e numeroso, capace di seguirlo anche in orari complessi, sottraendo attenzione e share a chi, fino a poco tempo fa, dominava incontrastato quella fascia.

La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe arrivata ieri sera. La celebrazione del trentennale di uno dei programmi simbolo dell’approfondimento non avrebbe infatti prodotto gli ascolti sperati. Un risultato al di sotto delle aspettative che avrebbe acceso l’allarme ai piani alti e fatto partire una serie di telefonate cariche di preoccupazione e irritazione.

È in questo contesto che, secondo le ricostruzioni, sarebbero arrivate pressioni dirette alla dirigenza Rai. Il messaggio, riportato come netto e inequivocabile, sarebbe stato chiaro: la trasmissione concorrente deve terminare prima dell’inizio dello storico talk politico. La sovrapposizione sarebbe diventata insostenibile, soprattutto in una fascia in cui ogni punto di share può fare la differenza.
Solo a questo punto i nomi emergono con chiarezza. Da una parte Bruno Vespa, volto simbolo di Porta a Porta, dall’altra Milo Infante con la versione serale di Ore 14, diventata in breve tempo una presenza ingombrante nel palinsesto notturno.
La risposta non si sarebbe fatta attendere. Come per magia, già dalla puntata di questa sera il programma serale guidato da Infante terminerà esattamente a mezzanotte e mezza. Un orario definito al minuto, quasi chirurgico, pensato per evitare qualsiasi tipo di concorrenza diretta con il talk di seconda serata e ristabilire una gerarchia che sembrava vacillare.
Resta ora da capire se questa mossa basterà a riportare la calma a Viale Mazzini o se il duello sugli ascolti sia destinato a riaccendersi. In un contesto televisivo sempre più affollato e competitivo, anche pochi minuti possono diventare terreno di scontro, soprattutto quando in gioco ci sono storia, prestigio e potere contrattuale all’interno della Rai.


