
La sicurezza dei Giochi Invernali di Milano-Cortina accende un nuovo fronte politico. Al centro del dibattito c’è la presenza di personale legato all’Ice statunitense, l’agenzia federale finita spesso sotto i riflettori per le politiche migratorie negli Stati Uniti. Dopo dichiarazioni contrastanti, il Viminale prova a fare chiarezza: per l’evento saranno impiegati circa 6mila agenti italiani, mentre la componente americana avrà un ruolo esclusivamente investigativo e di coordinamento, senza funzioni operative di ordine pubblico.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato l’ambasciatore Usa Tilman J. Fertitta per definire i contorni della collaborazione. Secondo la versione ufficiale italiana, sarà coinvolta la sezione His (Homeland Security Investigations), ramo investigativo dell’Ice, che opererà in raccordo con le sale operative italiane per la tutela delle delegazioni statunitensi. Nessun agente americano, sottolinea il governo, pattuglierà strade o impianti sportivi.
Gli Stati Uniti allestiranno una propria sala operativa presso il Consolato di Milano, dove saranno presenti rappresentanti delle diverse agenzie federali interessate alla sicurezza delle personalità americane. In questo quadro, eventuali agenti Ice sarebbero impegnati solo nella protezione ravvicinata di figure ritenute sensibili, come esponenti istituzionali di alto livello.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha cercato di rassicurare l’opinione pubblica: «Non troveremo agenti dell’Ice in mezzo alla strada», ha dichiarato, ribadendo che la sicurezza visibile sul territorio sarà garantita unicamente dalle forze italiane – polizia, carabinieri e guardia di finanza – con il supporto di tecnologie di sorveglianza avanzata, tra cui droni e sistemi di controllo aereo.
Le opposizioni, però, contestano la gestione della comunicazione e chiedono trasparenza. Esponenti di Avs, M5s, Pd e Azione hanno sollecitato un’informativa urgente, parlando di versioni contraddittorie e sollevando dubbi sull’opportunità politica della presenza, anche solo investigativa, di agenti legati a un’agenzia tanto controversa.
Il governo ha accolto la richiesta: Piantedosi riferirà alla Camera il 4 febbraio. Sarà quella l’occasione per chiarire definitivamente ruoli, limiti e modalità della cooperazione con le autorità statunitensi, in un equilibrio delicato tra sicurezza internazionale, sovranità nazionale e sensibilità politica interna.


