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San Lorenzo, parla la donna picchiata mentre era con il figlio: il racconto shock, atroce

Pubblicato: 06/02/2026 15:54

Un intero quartiere di Roma è da settimane sotto scacco. Le segnalazioni si sommano, i racconti si assomigliano, la paura è diventata abitudine. A San Lorenzo la scia anomala di aggressioni improvvise ha cambiato il clima delle strade: residenti che evitano di uscire, famiglie in allerta, bambini accompagnati anche per pochi metri. Alla paura, però, oggi si aggiunge un sentimento diverso, più amaro: l’indignazione. Perché l’aggressore è stato identificato, ma la sensazione diffusa è quella di un’ennesima impotenza delle istituzioni. A raccontarlo è l’ultima vittima, colpita mentre era in bicicletta con il figlio. Il copione è sempre lo stesso: un attacco improvviso, violento, senza motivo apparente. Oggi per lei una prognosi grave. E anche ora che il responsabile ha un nome, di sollievo non si può parlare.

San Lorenzo, il quartiere sotto scacco

L’aggressione a San Lorenzo che ha segnato un punto di non ritorno è avvenuta in via dei Dalmati. Un pugno sferrato a tradimento, in pieno giorno, davanti a un bambino di dieci anni. La madre, 44 anni, è caduta a terra con il volto insanguinato. Il figlio è rimasto immobile, paralizzato dalla scena. Le fratture riportate – setto nasale, zigomo, orbita dell’occhio destro – hanno portato a una prognosi prima di quindici, poi di trenta giorni, e a un intervento maxillo-facciale programmato. Un filmato di videosorveglianza ha ripreso l’intera scena, diventando in poche ore il simbolo della vulnerabilità del rione.

Aggressione San Lorenzo, chi è l’uomo accusato

L’uomo identificato è Mohammed M., 22 anni, cittadino tunisino senza fissa dimora, con problemi psichiatrici noti. Dai piccoli furti e danneggiamenti alle auto in sosta, nel tempo, il suo comportamento è degenerato in violenze contro le persone. Il giorno prima dell’aggressione era stato accompagnato al Policlinico Umberto I in codice rosso psichiatrico, ma senza che venisse disposto alcun trattamento. Dopo il pugno, la polizia lo ha bloccato, ma le sue condizioni non hanno consentito l’arresto. Come riporta il Corriere della Sera, non sarebbe nemmeno in grado di fornire generalità attendibili, dichiarando: «Sono nato alla stazione Termini, ho 19 anni».

La testimonianza shock della vittima: “Era noto da tempo”

La 44enne racconta di averlo notato già mesi prima, ben prima dell’aggressione a San Lorenzo che l’ha resa un simbolo del rione. «Sì certo, già da novembre. Mentre accompagnavo i bambini a scuola ho notato questo ragazzo bassino, con i vestiti sporchi, che agitava un bastone con il quale colpiva i muri. Sembrava molto arrabbiato. Ho chiamato il 118 e sono venuti per portarlo in ospedale. Ma poi è tornato». Una presenza costante, inquietante, nota a tutti: «Qui a San Lorenzo la sua presenza era già nota a tutti. Come il fatto che fosse un soggetto pericoloso». Dopo il pugno, l’incontro casuale a distanza di appena 48 ore ha riaperto la ferita: «Mi sono messa a piangere». E chiarisce: «La realtà era che stava per strada, già libero dopo che era stato fermato solo 48 ore prima per quello che mi aveva fatto». Nonostante lo choc, la donna rifiuta ogni logica di vendetta: «Non è un problema di vendicarsi. Quel ragazzo in queste condizioni non può rimanere per strada». E pone una domanda che nel quartiere risuona sempre più forte: «Mi chiedo: ma questa che accoglienza è».

Identificato l’aggressore di San Lorenzo, precedenti e rabbia dei residenti

I residenti di San Lorenzo lo conoscono da tempo. Le aggressioni precedenti raccontano una escalation inquietante: una 12enne colpita mentre andava a scuola, due operatrici dell’Ama, altre donne. Nel 2025 il giovane era stato trasferito al Cpr di Ponte Galeria, per poi uscire a causa della mancata convalida del fermo. Nel 2026 avrebbe colpito ancora. Una architetta di 29 anni ricorda: «Erano le 7 di pomeriggio, stavo tornando a casa quando noto questo ragazzo fermo all’angolo della strada. Non sembrava aggressivo. Ma appena gli sono passata davanti mi ha tirato uno schiaffo in pieno volto per poi dirmi “vai vai”».

La donna ferita lunedì è diventata, suo malgrado, un simbolo del quartiere. «Avevo chiesto di rimuovere il video dell’aggressione, ma quando me lo sono ritrovato davanti già libero sono scoppiata a piangere», racconta. E aggiunge: «Quel ragazzo in queste condizioni non può rimanere per strada». Come riporta Open, ora è sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e potrebbe essere preso in carico dai servizi sociali. Ma tra i residenti resta una domanda sospesa: quante volte ancora dovrà ripetersi lo stesso copione prima che qualcosa cambi davvero.

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Ultimo Aggiornamento: 06/02/2026 15:57

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