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Referendum giustizia, Donzelli contro la giudice napoletana: “Io Topo Gigio? Lei fomentatrice di odio in rete”

Pubblicato: 10/02/2026 13:05

La campagna sul referendum giustizia entra nel vivo e si sposta anche sui social, dove il confronto tra favorevoli e contrari si fa sempre più acceso. L’ultimo episodio vede contrapposti il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e la giudice Emanuela Cozzitorto, magistrato in servizio presso l’ufficio gip del tribunale di Torre Annunziata.
Al centro della polemica, un post pubblicato sul profilo privato della magistrata e successivamente rimosso, che ha innescato una reazione politica immediata.

Il post e la replica del deputato

Dallo screenshot diffuso dallo stesso Donzelli, il contenuto social paragonava il parlamentare a Topo Gigio, accompagnando l’immagine con la frase: «Sono loro la migliore propaganda per il no», in riferimento alla consultazione sulla legge Nordio.

Il deputato ha rilanciato pubblicamente il post, definendo la magistrata «una pericolosa fomentatrice di odio in rete». In una nota, Donzelli ha sottolineato di non ritenersi offeso dal paragone – «Topo Gigio è simpaticissimo» – ma di considerare grave l’impostazione che, a suo avviso, emergerebbe dal contenuto pubblicato.

«Non mi colpisce tanto lo stile o il tentativo di offendermi – ha scritto – quanto la teoria illiberale per cui compito della magistratura “di sinistra” sarebbe quello di osteggiare il governo». Una posizione che, secondo il deputato, metterebbe in discussione il principio di imparzialità della funzione giudiziaria.

La rimozione del contenuto e il silenzio dell’Anm

Il post è stato cancellato pochi minuti dopo la pubblicazione e, successivamente, l’account Facebook della giudice è stato chiuso. Al momento, Emanuela Cozzitorto non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sulla vicenda. Silenzio anche dalla sottosezione locale dell’Associazione nazionale magistrati, che non ha diffuso comunicati ufficiali.

Donzelli ha auspicato scuse formali, non solo nei suoi confronti ma verso l’intera categoria dei magistrati, sostenendo che episodi simili rischino di danneggiare l’immagine della magistratura in un momento già delicato, segnato dal dibattito sulla riforma della giustizia.

Referendum e tensione tra politica e magistratura

L’episodio si inserisce in un clima di crescente tensione tra parte della politica e settori della magistratura, alimentato dal confronto sulla riforma Nordio e sulle modifiche all’assetto della giustizia. Il referendum rappresenta uno snodo simbolico e sostanziale, attorno al quale si concentrano accuse di politicizzazione e rivendicazioni di autonomia.

Da un lato, l’esponente di FdI parla di «togati politicizzati» e denuncia una presunta interferenza politica nella funzione giudiziaria; dall’altro, la vicenda riapre il dibattito sui confini tra libertà di espressione personale e doveri di riserbo richiesti a chi esercita funzioni pubbliche.

La polemica social, in questo caso, diventa così l’ennesimo terreno di scontro in una campagna referendaria che si gioca tanto nelle aule parlamentari quanto nello spazio pubblico digitale.

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Ultimo Aggiornamento: 10/02/2026 13:06

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