
Federico Rampini, giornalista e opinionista di spicco, si sofferma sui nuovi equilibri geopolitici tra Europa e Stati Uniti, sottolineando come l’attuale convergenza di vedute tra il cancelliere tedesco Merz e la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni sia significativa. Rampini afferma senza esitazioni: “questa convergenza di vedute tra il cancelliere Merz e la presidente del Consiglio Meloni è interessante”. Secondo il giornalista, il motivo è chiaro: “Sono i due Paesi che in questo momento stanno facendo in concreto le cose più utili per salvare l’Alleanza Atlantica. La prima è aumentare la spesa militare per riequilibrare gli oneri della sicurezza europea. Cosa che gli americani ci stanno chiedendo, letteralmente, dai tempi di Eisenhower”.
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Rampini puntualizza anche l’altro fronte strategico: “L’altra cosa è riformulare il modello economico e passare da un’economia trainata dalle esportazioni ad un’economia che abbia un motore di domanda interna molto forte. Così non saremo più percepiti come ‘parassiti’ – parassiti della spesa militare americana e parassiti del mercato di consumo americano – che crescono solo nella misura in cui riescono a esportare”.

Intesa tra Italia e Germania
Il giornalista ribadisce l’importanza dell’intesa tra Merz e Meloni: “Merz sta cercando di fare tutte e due le cose, con Giorgia Meloni c’è chiaramente un’intesa, una comune veduta del rapporto transatlantico: è una direzione di marcia molto interessante”. Per Rampini, questa collaborazione strategica rappresenta una risposta concreta alle esigenze statunitensi, anche se enfatizzate dal linguaggio spesso teatrale di Donald Trump: “Mi sembra che sia la strada giusta venire incontro a delle esigenze di fondo che Trump pone. Certo il tycoon ha la colpa di urlare ad alta voce, sbattendo i piedi sul tavolo e rivendicando cose che tanti presidenti americani hanno pensato prima di lui. Però, ecco, cominciare a farle è il modo migliore per aprire una nuova pagina della storia dell’Occidente”.
Rampini sottolinea inoltre il ruolo dei partner asiatici nell’alleanza occidentale: “perché è vero che la Nato in larga parte coincide con l’Occidente ma abbiamo degli alleati molto distanti che sono il Giappone, la Corea del sud, Taiwan: partner interessantissimi perché sono partecipi del nostro sistema di valori, pur non essendo occidentali”.
I files di Epstein e lo scandalo dell’élite
Oltre ai temi geopolitici, Rampini affronta anche lo scandalo legato ai files di Epstein, evidenziando l’impatto sulle élite mondiali. Secondo il giornalista, “non è uno scandalo politico, anche se per una parte dei media in piena ossessione Trump-centrica l’unica cosa che sembra contare è se finalmente in quelle carte c’è qualcosa che possa distruggerlo. Questo, invece, è uno scandalo di tutta l’élite. Di tutta, cioè di un pezzo consistente patologicamente criminale, sessualmente malato ma profondamente criminale perché dei reati gravissimi sono stati commessi”.
Rampini descrive la natura trasversale di questa élite: “che non è particolarmente politica. Ci sono talmente dentro tutti: da progressisti leader democratici come Bill Clinton fino al reale d’Inghilterra. È vero che se uno ha l’ossessione di misurarlo col bilancino politico ci sono più democratici che repubblicani, ma per una ragione molto banale: che Jeffrey Epstein, essendo un ebreo neworkese ed essendo New York prevalentemente un feudo democratico progressista, frequentava più democratici che repubblicani. All’epoca tra l’altro lo stesso Trump era democratico e pagava le campagne elettorali dei Clinton. All’epoca Epstein era una stella, una star dei salotti mondani delle serate. La sua è una storia orribile, da basso impero”.

Morale e ipocrisia dell’Occidente
Rampini riflette anche sul giudizio morale occidentale: “non è che l’Occidente sia particolarmente depravato dal punto di vista morale e gli altri no. Si narravano perversioni sessuali di Mao Zedong che aveva anche lui un harem a sua disposizione. I dittatori semplicemente queste cose le fanno di nascosto, impuniti. E i moralisti, fra di loro, sono i peggiori, sono i più pericolosi. Tipo Khamenei: che probabilmente non non si porta a letto delle ragazzine, in compenso le fa massacrare sulle piazze dell’Iran”.
In sintesi, Rampini mette in evidenza la convergenza strategica tra Italia e Germania, l’importanza di adeguarsi alle richieste della Nato e, allo stesso tempo, la profondità delle contraddizioni morali nelle élite mondiali, con una prospettiva lucida e critica sugli scenari politici e sociali globali.


