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Da ex segretario Pd a nome unitario: il governo candida Maurizio Martina alla guida dell’agenzia Onu

Pubblicato: 23/02/2026 14:47

Il governo italiano ha ufficialmente annunciato la candidatura di Maurizio Martina alla carica di direttore generale della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. La notizia è stata diffusa dai ministri Antonio Tajani e Francesco Lollobrigida in occasione dei loro rispettivi impegni istituzionali a Bruxelles. Si tratta di una mossa diplomatica di grande rilievo, poiché Martina, già ministro delle Politiche agricole e segretario del Partito Democratico, ricopre attualmente il ruolo di vicedirettore generale della medesima organizzazione. La scelta dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sottolinea la volontà di puntare su una figura di esperienza tecnica consolidata, capace di superare gli steccati ideologici per rappresentare l’interesse nazionale in un consesso internazionale di fondamentale importanza, specialmente considerando che la sede centrale della Fao si trova proprio a Roma.

Una candidatura nel segno dell’unità nazionale

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha evidenziato come la decisione di sostenere Martina nasca dal riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni all’interno dell’organismo Onu. Nonostante la distanza politica che separa l’attuale maggioranza di governo dalla storia personale del candidato, prevale l’obiettivo di garantire all’Italia una guida autorevole in un settore strategico come quello della sicurezza alimentare globale. Lollobrigida ha spiegato che l’Italia cercherà ora di costruire un consenso europeo attorno a questo nome, tentando di convergere su una posizione unitaria che permetta all’Unione Europea di presentarsi compatta di fronte alle altre potenze mondiali. La strategia diplomatica italiana punta a ribadire la centralità del Paese nelle politiche di contrasto alla fame e nella gestione delle risorse agricole mondiali.

Il sostegno trasversale delle forze politiche

La proposta del governo ha raccolto immediatamente il favore di diverse aree del Parlamento, confermando il profilo di Martina come figura capace di generare una convergenza istituzionale. Da parte di Italia Viva, le parlamentari Maria Elena Boschi e Raffaella Paita hanno espresso un parere estremamente positivo, definendo la scelta ideale per le competenze dimostrate dal candidato durante il suo mandato ministeriale nel governo Renzi. In particolare, è stato richiamato il ruolo decisivo avuto da Martina nell’organizzazione e nel successo di Expo Milano 2015, evento che ha messo l’Italia al centro del dibattito mondiale sul diritto al cibo e sulla sostenibilità. Anche i deputati del Partito Democratico in commissione Agricoltura hanno manifestato un convinto appoggio, sottolineando come la sua visione internazionale sia necessaria per affrontare le crisi geopolitiche e climatiche che minacciano gli approvvigionamenti alimentari.

Le sfide globali della sicurezza alimentare

Il futuro direttore della Fao si troverà a gestire una fase storica estremamente complessa, caratterizzata da instabilità geopolitiche e dai pesanti effetti del cambiamento climatico sulle produzioni agricole. Maurizio Martina ha già maturato una conoscenza profonda di queste dinamiche nel suo ruolo di vicedirettore, il primo italiano a occupare tale posizione al vertice dell’organizzazione. La sua candidatura si pone come un ponte tra le esigenze di innovazione del settore primario e la necessità di garantire l’accesso alle risorse alimentari nelle aree più vulnerabili del pianeta. L’Italia intende giocare un ruolo da protagonista, promuovendo un modello di agricoltura sostenibile che possa fungere da volano per lo sviluppo economico e sociale a livello globale, rafforzando contemporaneamente il prestigio delle istituzioni internazionali che risiedono sul territorio italiano.

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