
La serata delle cover del Festival di Sanremo non è mai un semplice tributo al passato. È una prova di identità, un banco di verifica artistica che può cambiare gli equilibri della gara. I trenta Big in competizione sono chiamati a confrontarsi con brani che appartengono alla memoria collettiva, italiana e internazionale, per offrirne una rilettura personale. Non basta l’intonazione: servono visione, personalità e capacità interpretativa.
A decretare il vincitore della serata saranno Televoto, Giuria della Sala Stampa Tv e Web e Giuria delle Radio. Un mix che spesso anticipa gli orientamenti della finale. Sul palco dell’Ariston la conduzione è affidata a Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e dall’ironia di Nino Frassica. Ritmo serrato, alternanza di registri e spazio anche ai momenti più intimi, come il ritorno di Bianca Balti all’Ariston dopo il percorso di cure per un tumore ovarico. In Piazza Colombo è prevista l’esibizione live di Francesco Gabbani.
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Le scelte artistiche tra nostalgia e contaminazione
L’elenco delle esibizioni rivela strategie differenti. Arisa, insieme al Coro del Teatro Regio di Parma, affronta “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, puntando su intensità e coralità. Le Bambole di Pezza scelgono la leggerezza pop di “Occhi di gatto” con Cristina D’Avena.
C’è chi guarda alla tradizione cantautorale, come Chiello con un brano di Luigi Tenco, e chi si affida all’energia pop internazionale, come Elettra Lamborghini con “Aserejé” insieme a Las Ketchup.
Particolarmente attesa la performance di Fedez e Marco Masini con “Meravigliosa Creatura” di Gianna Nannini, impreziosita dalla partecipazione di Stjepan Hauser. Una scelta che unisce rock, lirismo e contaminazione strumentale.

Duetti e riletture d’autore
Altri artisti puntano su accostamenti originali. Francesco Renga con Giusy Ferreri rende omaggio a David Bowie nella versione italiana di “Ragazzo solo, ragazza sola”. Fulminacci sceglie “Parole Parole” di Mina con Francesca Fagnani, mentre J-Ax riporta in scena “E la vita, la vita” di Cochi e Renato.
Spazio anche alla tradizione napoletana e melodica con Sal Da Vinci e Michele Zarrillo. Raf con The Kolors propone “The Riddle” di Nik Kershaw, mentre Tommaso Paradiso insieme agli Stadio omaggia Lucio Dalla.
Non mancano contaminazioni soul e internazionali: Sayf con Alex Britti e Mario Biondi interpreta “Hit the Road Jack” di Ray Charles. Serena Brancale con Gregory Porter affronta “Bésame Mucho”, classico latino di respiro globale.
La quarta serata di Sanremo 2026 si conferma dunque una snodo cruciale. Tra effetto nostalgia, sperimentazione e teatralità, ogni artista gioca una carta decisiva. Spesso è proprio qui che si consolida il consenso o si ribalta la classifica. La notte delle cover non è un riempitivo: è il momento in cui il Festival misura davvero la maturità dei suoi protagonisti.


