Vai al contenuto

Crosetto a Dubai: “Ero lì senza scorta, un’accelerazione inattesa”. E avverte: “Ora l’Ue deve proteggersi”

Pubblicato: 02/03/2026 07:56

Guido Crosetto risponde da Dubai in una domenica segnata dall’attacco Usa-Israele all’Iran e dalle tensioni che attraversano tutto il Medio Oriente. Tra poche ore rientrerà in Italia con un volo militare, mentre in patria le opposizioni ne chiedono le dimissioni per la sua presenza negli Emirati nei giorni più delicati della crisi. Il ministro della Difesa, intervistato da Repubblica, respinge le accuse e rilancia un messaggio politico preciso: l’Unione europea deve dotarsi di una vera capacità di difesa contro le minacce missilistiche. “E dovrei farmi da parte perché l’Iran ha attaccato Dubai?”, replica con tono polemico, difendendo le proprie scelte e la linea del governo.
Leggi anche: Iran, Schlein attacca Meloni: “Amica di Trump ma non è stata avvertita dell’attacco”

Sull’uccisione della Guida Suprema iraniana, Crosetto invita a guardare ai fatti più che alle valutazioni ideologiche. “Non sono uno storico, ma un ministro, e bisogna fare i conti con i fatti. È stato ucciso: ora bisogna lavorare perché da questa situazione oggettiva, che nessuno può cambiare, nascano sviluppi positivi”, afferma. Riconosce che il Medio Oriente “è in fibrillazione non da oggi” e che gli attacchi “lasceranno segni profondi sui fragili equilibri della regione”, ma aggiunge che la morte di Khamenei rappresenta “una grande sconfitta di quell’estremismo islamico che, dalla rivoluzione del 1979, si è allargato incoraggiando radicalismi sunniti e sciiti in tutto il mondo”.

Il rischio regionale e la difesa europea

Alla domanda su un possibile conflitto su larga scala, il ministro esclude per ora scenari globali ma non minimizza i rischi. “Non si intravede il rischio di una guerra globale, ma il rischio di una forte instabilità regionale è concreto”, spiega, sottolineando come Cina e Russia abbiano condannato l’attacco e osservino con preoccupazione l’evoluzione della crisi per i loro interessi strategici nell’area. “Contraccolpi ce ne possono essere, ma finora non si vedono segnali di un allargamento del conflitto”, precisa.

Crosetto richiama poi il nodo della sicurezza europea. Dopo le dichiarazioni di John Bolton sulla capacità dei missili iraniani di raggiungere l’Europa, il ministro osserva che “le capacità balistiche iraniane sono state ridotte dai recenti attacchi”, ma ammette che non si conoscono con esattezza le attuali potenzialità operative di Teheran. E aggiunge un punto politico centrale: “Esiste un problema generale: l’Ue deve dotarsi di una credibile capacità di difesa contro minacce missilistiche, che potrebbero arrivare non solo dall’Iran, ma magari un domani da altri Paesi”.

Soldati italiani e presenza nel Golfo

Sul fronte dei militari italiani schierati nel Golfo, il ministro parla di rischio “mitigato” grazie a misure preventive già adottate. “È stata alleggerita la presenza del personale non indispensabile, riviste e provate le procedure di sicurezza e i piani di emergenza”, spiega, assicurando che la situazione è monitorata “istante per istante, all’uomo”. L’ipotesi di un’evacuazione totale, chiarisce, “non è stata presa in considerazione”: sarebbe “la misura più estrema” e al momento non se ne ravvisano le condizioni.

Quanto al ruolo dell’Italia nell’attacco all’Iran, Crosetto è netto: “Noi non abbiamo preso parte all’attacco; posso dirlo con grande chiarezza”. Eventuali richieste di supporto da parte di Stati Uniti o Israele, aggiunge, verrebbero valutate “caso per caso, insieme al governo e interessando anche il Parlamento”. Anche sul mancato preavviso americano replica: “Ci hanno avvisato quando hanno avvisato gli altri, ad attacco in corso. Il contatto con gli Stati Uniti è costante”.

La polemica sulla presenza a Dubai

La parte più politica dell’intervista riguarda la sua presenza negli Emirati con la famiglia. Crosetto spiega che le informazioni disponibili non lasciavano presagire “una tale accelerazione” e che, quando ha compreso il rischio di un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ha deciso di far rientrare i suoi familiari. “Sono venuto perché le informazioni non lasciavano presagire una tale accelerazione”, dice, ricordando di aver anticipato la partenza per un impegno istituzionale ad Abu Dhabi.

Alle critiche per essere partito senza scorta, replica con fermezza: “Io non sono andato di nascosto, ma essendo una questione familiare non ho voluto scorte né codazzi e ho usato una compagnia aerea civile. Cosa che faccio da tre anni sempre”. E conclude con un affondo verso le opposizioni: “Non penso che siano preoccupati dei miei rischi personali, ma solo alle polemiche. Per cosa dovrei dimettermi? Perché l’Iran ha attaccato Dubai?”.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 02/03/2026 08:41

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure