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Crans Montana, sequestrati auto di lusso e orologi ai coniugi Moretti. Cifra stellare

Pubblicato: 11/03/2026 19:00

L’inchiesta sulla strage di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno un rogo nel bar Le Constellation ha causato 41 vittime, entra in una fase cruciale con un duro colpo inferto al patrimonio dei titolari del locale. Gli investigatori vallesani hanno disposto il sequestro di beni di lusso per oltre mezzo milione di franchi svizzeri ai coniugi Jacques e Jessica Moretti. L’azione, finalizzata a far luce su uno stile di vita ritenuto eccessivamente «glamour» e in palese contrasto con i redditi dichiarati, mira anche a garantire la copertura delle future spese legali e dei risarcimenti dovuti alle famiglie colpite dalla tragedia. Sotto la lente degli inquirenti sono finite auto di prestigio, tra cui una Bentley Continental, una Porsche Cayenne, una Mercedes Benz eVito e una Maserati, oltre a una collezione di cinque orologi dal valore elevatissimo, inclusi modelli Hublot, Rolex e Audemars Piguet.

Un patrimonio sotto esame tra dubbi e risarcimenti

La magistratura sta scavando in profondità, analizzando contratti di leasing con rate mensili che raggiungevano i 4mila franchi, nel tentativo di ricostruire la reale solidità economica della coppia. Oltre ai beni mobili, è stata sequestrata anche una pistola semiautomatica Glock 19 con munizioni, sebbene Moretti abbia prontamente dichiarato di essere in possesso di un regolare porto d’armi. Nonostante il blocco dei beni in Svizzera, l’operazione ha incontrato ostacoli oltreconfine: il Tribunale di Grasse, in Francia, ha infatti respinto la rogatoria internazionale avanzata dalla Procura del Canton Vallese per il sequestro di proprietà immobiliari situate a Cannes e in Corsica.

Sul piano penale, i coniugi Moretti restano indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo, insieme ad alcuni funzionari pubblici locali. Parallelamente, anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per disastro colposo e omicidio, avviando una cooperazione rafforzata con le autorità elvetiche. Proprio per consolidare questa sinergia giudiziaria, è prevista tra il 23 e il 27 marzo una missione dei magistrati romani a Sion, volta a consultare l’intera mole di atti investigativi raccolti finora, in un percorso che si preannuncia lungo e complesso per far piena luce sulle responsabilità della strage.

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