
Il mondo dell’imprenditoria italiana e il comparto vitivinicolo piangono oggi la scomparsa di una figura che ha saputo coniugare eleganza, competenza e una visione pionieristica. La notizia della sua dipartita, avvenuta nella serata di ieri, ha scosso profondamente non solo la comunità della Franciacorta, ma l’intero panorama nazionale delle eccellenze del made in Italy. Si è spenta una personalità che ha fatto della dedizione al territorio e della valorizzazione del ruolo femminile le coordinate fondamentali della propria esistenza, lasciando un segno indelebile in ogni istituzione che ha avuto l’onore di ospitarla. La sua eredità non è soltanto legata alla produzione di eccellenze enologiche, ma a un modo di intendere l’impresa come un atto di cultura e responsabilità sociale.
La signora della Franciacorta
Pia Donata Berlucchi, nata nel 1942, è stata per decenni l’anima e il motore di Freccianera, la storica azienda di famiglia situata a Borgonato di Corte Franca. Fondata nel 1927 dal padre Antonio, l’azienda ha rappresentato sotto la sua guida un punto di riferimento per il distretto vitivinicolo bresciano, contribuendo a elevare il nome della Franciacorta nel mondo. Con la sua scomparsa, il settore perde una protagonista assoluta, una donna che ha saputo guidare con polso fermo e grande sensibilità una realtà imprenditoriale di prestigio, senza mai dimenticare le radici profonde che la legavano alla sua terra d’origine. La sua carriera è stata un esempio di come la tradizione familiare possa evolversi attraverso l’innovazione e l’impegno costante.
Uno dei capitoli più significativi della sua vita professionale è stato certamente legato all’Associazione Nazionale Donne del Vino, di cui è stata Presidente nazionale nel quinquennio compreso tra il 2004 e il 2009. In questo ruolo, Pia Donata Berlucchi ha lavorato instancabilmente per promuovere la presenza femminile in un settore storicamente dominato dagli uomini, favorendo il consolidamento professionale di molte imprenditrici e professioniste. Grazie alla sua leadership, l’associazione ha acquisito un peso specifico sempre maggiore, diventando un attore cruciale nel dibattito agricolo e culturale italiano. La sua capacità di fare rete e il suo spirito di squadra sono ricordati ancora oggi come elementi fondamentali per la crescita del movimento.
Oltre al successo nel settore privato, Pia Donata Berlucchi ha ricoperto incarichi di altissimo profilo in ambito istituzionale e formativo. È stata infatti componente del Consiglio di amministrazione della Banca d’Italia per la sede di Brescia, portando la sua esperienza manageriale all’interno di una delle massime istituzioni finanziarie del Paese. Parallelamente, ha servito come vicepresidente dell’Onav, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino, e ha sostenuto con forza il progetto Co.N.V.I., volto a introdurre la cultura del vino nelle scuole come strumento di conoscenza consapevole. Questi ruoli testimoniano una personalità poliedrica, capace di muoversi con naturalezza tra i vertici della finanza e la divulgazione educativa.
Un ricordo tra rigore e ironia
Chi ha avuto la fortuna di collaborare con lei ne ricorda soprattutto l’indomita ironia e la vitalità travolgente. Nonostante l’estremo rigore professionale e l’impegno istituzionale, Pia Donata Berlucchi non rinunciava mai ai momenti di convivialità, diventando spesso l’anima delle cene associative durante eventi come il Vinitaly. Era capace di passare con estrema disinvoltura dai tavoli tecnici alle piste da ballo, mantenendo sempre quella classe innata che la contraddistingueva. Le colleghe e gli amici sottolineano come la sua presenza fosse un traino motivazionale per tutti, un esempio di come si possa gestire il successo con leggerezza e profonda umanità.
La camera ardente è stata allestita presso la sua abitazione a Borgonato, dove la comunità locale e i rappresentanti del mondo economico stanno rendendo omaggio alla sua memoria. I funerali sono previsti per mercoledì 29 aprile alle ore 17.00, presso la Parrocchia di San Vitale. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, ma il suo insegnamento continuerà a vivere attraverso il lavoro di chi ha condiviso il suo percorso. Resta una eredità solida fatta di passione per la qualità e rispetto per il lavoro, valori che Pia Donata Berlucchi ha incarnato fino all’ultimo giorno con coerenza e coraggio.


