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Garlasco, l’ultima novità dai pm: “Ecco la prova che incastra Sempio”

Pubblicato: 08/05/2026 08:12

La nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi riporta al centro dell’attenzione una vecchia pen drive trovata nella villetta di Garlasco. Un oggetto rimasto per anni sullo sfondo dell’indagine e che oggi, secondo la Procura di Pavia, potrebbe assumere un valore decisivo nel procedimento che vede indagato Andrea Sempio, 38 anni, accusato dell’omicidio della giovane uccisa nell’agosto del 2007.

La chiavetta usb, da 2 gigabyte, era stata rinvenuta all’interno di un cesto di vimini dietro il televisore della cucina. All’epoca degli accertamenti risultò apparentemente vuota, perché i file presenti erano stati cancellati. La nuova consulenza tecnica affidata all’esperto Paolo Dal Checco avrebbe però consentito di recuperare elementi ritenuti rilevanti dagli investigatori. In particolare, sulla memoria sarebbero transitati alcuni video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, gli stessi poi trovati anche nel computer della vittima.
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La frase di Sempio che ora pesa nell’inchiesta

Secondo gli investigatori, il dettaglio più significativo sarebbe contenuto in una conversazione captata il 14 aprile 2025. In quell’occasione Andrea Sempio, parlando da solo mentre si trovava in auto, avrebbe fatto riferimento sia alle telefonate rivolte a Chiara Poggi sia ai video presenti “dentro la penna”, imitandone anche le risposte durante il monologo.

Per la Procura quel riferimento rappresenterebbe un elemento particolarmente delicato, perché l’esistenza dei file nella pen drive sarebbe emersa soltanto grazie alla recente consulenza tecnica. Gli inquirenti sostengono quindi che Sempio non avrebbe potuto conoscere quel particolare.

Diversa la posizione della difesa. I legali dell’indagato spiegano che il 38enne stava commentando in modo ironico un podcast dedicato al caso Garlasco ascoltato in macchina. Una versione che però non convince gli investigatori, secondo cui la trasmissione in sottofondo riguardava esclusivamente l’inchiesta del 2017 e non avrebbe mai citato né i video né le telefonate.

Da qui la convinzione degli inquirenti che quelle parole siano state pronunciate spontaneamente, senza considerare la possibilità di essere intercettato.

I video trasferiti dal pc alla chiavetta usb

La ricostruzione della Procura punta ora anche sui movimenti dei file tra il computer di Chiara Poggi e la pen drive. Secondo quanto emerso, la giovane avrebbe copiato alcuni contenuti all’inizio di giugno 2007 per poi passarli ad Alberto Stasi. Successivamente il supporto usb sarebbe tornato nella disponibilità della vittima con un ulteriore filmato caricato dal fidanzato.

Quel file sarebbe rimasto salvato sulla chiavetta per circa un mese, prima di essere trasferito nel computer personale di Chiara e poi cancellato dalla memoria usb. Lo stesso video sarebbe stato archiviato nella cartella denominata “Albert”, protetta da password.

Gli investigatori ritengono che Andrea Sempio possa aver visto quei contenuti durante le occasioni in cui frequentava la casa insieme a Marco Poggi, fratello della vittima. Tra gli episodi richiamati dagli inquirenti figura anche quello del 20 luglio 2007, quando un video registrato da Sempio con il cellulare sarebbe stato scaricato proprio sul pc di Chiara Poggi.

Tensione durante l’interrogatorio di Marco Poggi

Nelle ultime settimane l’attenzione degli investigatori si è concentrata anche su Marco Poggi, ascoltato nuovamente dagli inquirenti. Durante l’interrogatorio del 20 maggio a Mestre davanti alla pm Giuliana Rizza, il fratello di Chiara avrebbe mantenuto un atteggiamento definito “ostile” dagli investigatori.

Secondo quanto trapelato, Marco Poggi avrebbe contestato il modo in cui gli venivano poste le domande, sostenendo di sentirsi condizionato dalle contestazioni rivoltegli durante l’audizione. Gli inquirenti ritengono inoltre che il suo atteggiamento sia apparso diverso rispetto ai precedenti interrogatori e che anche nelle dichiarazioni più recenti le risposte siano state giudicate poco convincenti.

Le altre intercettazioni e gli accertamenti

Nel fascicolo dell’inchiesta sarebbero presenti anche altre intercettazioni considerate rilevanti. Tra queste, alcuni riferimenti fatti da Sempio alla presenza di “tanto sangue”, anche se il contesto completo dovrà essere chiarito attraverso gli atti depositati alle parti.

Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito episodi recenti legati a presunti accessi abusivi a profili Whatsapp di alcune colleghe, effettuati — secondo l’accusa — per cercare immagini intime. Emergerebbe anche l’acquisto di fotografie erotiche da una giovane donna.

Durante l’interrogatorio avvenuto a Pavia, i magistrati hanno illustrato per oltre due ore tutti gli elementi raccolti contro Andrea Sempio. L’indagato, come annunciato dai suoi legali, ha scelto di non rispondere, mantenendo il silenzio per tutta la durata dell’audizione.

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