
Il dibattito sul protocollo Italia-Albania per la gestione dei migranti torna ad accendere lo scontro politico tra governo e opposizioni. Al centro della polemica sono finite alcune dichiarazioni del ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha, interpretate da parte del centrosinistra come il segnale di un possibile stop futuro all’accordo siglato con l’Italia sui centri per migranti in territorio albanese.
Le parole del ministro, rilasciate in un’intervista a Euractiv, hanno alimentato per ore tensioni politiche e richieste di chiarimento rivolte direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tuttavia, nel giro di poche ore, sia lo stesso Hoxha sia il premier albanese Edi Rama sono intervenuti pubblicamente per ridimensionare le interpretazioni circolate nel dibattito politico italiano e ribadire la volontà di mantenere attivo il protocollo con Roma.
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Le parole del ministro albanese
A innescare il caso sono state alcune dichiarazioni di Ferit Hoxha sul futuro dell’intesa tra Italia e Albania. Il ministro aveva ricordato che l’accordo ha una durata di cinque anni, aggiungendo di non essere sicuro di un eventuale rinnovo in futuro anche alla luce del percorso europeo dell’Albania.
Secondo Hoxha, con l’ingresso del Paese balcanico nell’Unione Europea l’Albania non sarebbe più considerata territorio extraterritoriale ma parte integrante dell’Unione. Parole che hanno immediatamente provocato la reazione delle opposizioni italiane, convinte di leggere in quelle affermazioni una presa di distanza dal progetto sostenuto dal governo Meloni.
Dal centrosinistra sono arrivate richieste di chiarimento e attacchi politici all’esecutivo. Riccardo Magi di Più Europa ha chiesto che la presidente del Consiglio riferisse in Parlamento sul futuro dell’accordo, sostenendo che il progetto dei centri in Albania avrebbe ormai «il tempo contato».
Anche il Partito democratico ha attaccato il governo. Per Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera, «persino l’Albania oggi prende le distanze». Matteo Orfini ha invece parlato di «gigantesca operazione d’immagine senza solide basi politiche, giuridiche e diplomatiche».
Nel dibattito è intervenuta anche la Ong Sea-Watch, secondo cui il protocollo non sarebbe più conveniente per Tirana in vista del futuro ingresso nell’Unione Europea.

La replica di Tirana
Le polemiche però hanno avuto vita breve. Nel corso della giornata è arrivata una prima precisazione dello stesso Ferit Hoxha, che ha chiarito come le sue parole non dovessero essere interpretate come un cambiamento della posizione del governo albanese nei confronti dell’accordo con l’Italia.
Il ministro ha sottolineato che le dichiarazioni erano state estrapolate dal contesto e trasformate in una narrazione diversa rispetto al significato originario. «Sfortunatamente, nel mondo di oggi, il rumore spesso viaggia più velocemente dell’argomentazione, della logica e del contesto. Frasi isolate vengono troppo spesso trasformate in narrazioni che non riflettono né la sostanza della discussione né la posizione effettiva dei governi», ha spiegato.
A chiudere definitivamente il caso è stato poi il premier albanese Edi Rama, intervenuto direttamente per ribadire la solidità dell’intesa con l’Italia.
«Vorrei ribadire, in modo chiaro e, spero, una volta per tutte, che il nostro protocollo con l’Italia è destinato a durare, fintanto che l’Italia lo vorrà», ha dichiarato Rama, smentendo di fatto le interpretazioni circolate nelle ore precedenti.

Il protocollo Italia-Albania al centro del confronto europeo
La vicenda si inserisce in un momento particolarmente delicato del confronto europeo sulle politiche migratorie. Il modello promosso dal governo italiano viene infatti osservato con attenzione anche a livello internazionale, soprattutto dopo il recente confronto tra i ministri degli Esteri dell’Unione Europea sul tema dell’invio in Paesi terzi dei richiedenti asilo la cui domanda sia stata respinta.
Proprio questo scenario aveva contribuito ad alimentare le polemiche politiche in Italia, con le opposizioni convinte di poter colpire uno dei provvedimenti più simbolici dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Le successive precisazioni arrivate da Tirana hanno però raffreddato il caso politico. La stessa Meloni ha scelto di replicare in modo sintetico ma significativo alle parole del premier albanese, pubblicando un messaggio sui social: «Grazie Edi».
Il confronto sul dossier migranti resta comunque uno dei temi più divisivi dello scontro politico italiano, soprattutto attorno al protocollo con l’Albania, considerato dal governo uno dei punti centrali della propria strategia per il controllo dei flussi migratori.


