
La nuova fase dell’inchiesta sul delitto di Garlasco entra nel vivo con la strategia difensiva di Andrea Sempio, deciso a respingere ogni accusa e a contestare punto per punto il quadro ricostruito dalla Procura di Pavia. L’uomo, amico del fratello di Chiara Poggi, si prepara a una battaglia giudiziaria e tecnica che punta a smontare gli elementi raccolti dagli investigatori, mentre sullo sfondo resta aperto il tema della possibile revisione del processo ad Alberto Stasi.
Leggi anche: Garlasco, spunta l’intercettazione sulla madre di Sempio: clamoroso
La linea scelta dai legali di Sempio è chiara: contrastare la tesi accusatoria attraverso una serie di approfondimenti scientifici e specialistici. Sei consulenze tecniche che, nelle intenzioni della difesa, dovranno mettere in discussione ricostruzioni, interpretazioni e prove considerate centrali dall’accusa.
L’obiettivo dichiarato è quello di allontanare definitivamente l’ipotesi che il 38enne possa essere collegato all’omicidio di Chiara Poggi, un caso che continua a occupare il centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria a quasi vent’anni dai fatti.

La strategia della difesa
Il lavoro dei consulenti è già partito. Una parte degli accertamenti tecnici si sta svolgendo a Roma, nei laboratori specializzati dove verranno analizzate le tracce biologiche finite nuovamente sotto la lente degli inquirenti. La genetista Marina Baldi prenderà parte alle attività tecniche che riguardano il materiale genetico acquisito durante la nuova fase investigativa.
Ma la difesa non intende limitarsi all’aspetto scientifico legato al Dna. Andrea Sempio avrebbe già incontrato psicologi e criminologi incaricati di elaborare un profilo della sua personalità. Una scelta che punta a contrapporre l’immagine di un uomo descritto come equilibrato e privo di elementi compatibili con il quadro delineato dall’accusa.
Secondo i legali, infatti, parte della ricostruzione investigativa avrebbe contribuito ad alimentare un clima di forte esposizione pubblica nei confronti dell’indagato. La difesa parla apertamente di un «tritacarne mediatico», sottolineando la pressione generata dalle continue indiscrezioni emerse nelle ultime settimane.
Le consulenze su impronte e intercettazioni
Tra gli approfondimenti annunciati c’è anche una consulenza medico-legale destinata a rivalutare l’orario della morte di Chiara Poggi. Un elemento considerato centrale nella ricostruzione della dinamica del delitto e nei movimenti attribuiti ai protagonisti della vicenda.
Parallelamente verrà effettuata un’analisi antropometrica sulle impronte repertate sulla scena del crimine, con l’obiettivo di verificare eventuali compatibilità con i piedi di Sempio. La difesa punta così a contestare uno dei passaggi investigativi ritenuti più delicati.
Un altro fronte riguarda le intercettazioni ambientali registrate all’interno di un’auto e finite agli atti dell’inchiesta. I legali sostengono che si tratti di audio difficilmente comprensibili e per questo motivo avrebbero incaricato un esperto di effettuare una pulizia tecnica delle registrazioni.
Quelle conversazioni, definite dagli investigatori rilevanti per alcuni riferimenti considerati ambigui, rappresentano uno degli elementi che la difesa vuole ridimensionare attraverso nuove analisi tecniche.

Il nodo dell’impronta palmare
Uno dei punti più discussi resta quello relativo alle tracce ematiche repertate nella villetta di Garlasco. In particolare, al centro del confronto c’è la cosiddetta “impronta 33”, una traccia palmare individuata lungo la scala.
Per la Procura quella traccia sarebbe compatibile con il passaggio dell’assassino dopo il delitto. La difesa, invece, contesta questa interpretazione e punta a dimostrare che quell’impronta non appartenga ad Andrea Sempio.
Gli esperti incaricati analizzeranno anche il rapporto tra la traccia palmare e la cosiddetta “45”, una goccia di sangue che, secondo l’accusa, sarebbe collegata all’arma del delitto. Un accertamento ritenuto decisivo nella nuova fase dell’inchiesta.
Silenzio stampa e memoria difensiva
Dopo l’avvio delle attività tecniche, il collegio difensivo guidato dall’avvocato Liborio Cataliotti ha scelto la linea del silenzio stampa. Nelle prossime settimane i legali intendono concentrarsi esclusivamente sul lavoro dei consulenti e sulla preparazione di una memoria difensiva da consegnare ai magistrati.
La scelta, almeno per ora, sembra escludere l’ipotesi di un interrogatorio immediato di Andrea Sempio. La difesa punta invece a costruire una risposta organica alle accuse, affidandosi soprattutto ai risultati scientifici e tecnici.
Il caso di Garlasco, intanto, continua a riaprire interrogativi e divisioni. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la ricerca della verità torna ancora una volta a passare attraverso laboratori, consulenze e nuovi accertamenti destinati ad avere un peso decisivo negli sviluppi dell’inchiesta.


