
Esistono figure che operano dietro le quinte con una dedizione tale da diventare, nel tempo, l’anima pulsante di un intero sistema, persone la cui assenza scava un solco profondo nel tessuto professionale e umano in cui sono immerse. Spesso è solo quando un ingranaggio così vitale smette di girare che ci si rende conto di quanto la struttura dipendesse dalla sua silenziosa efficienza e dalla sua capacità di tessere relazioni basate sulla fiducia. In certi ambienti, dove la cura e l’assistenza sono il pane quotidiano, la perdita di un punto di riferimento non è solo un fatto privato, ma un evento che scuote le fondamenta stesse di una comunità organizzata, lasciando un vuoto che difficilmente potrà essere colmato con la medesima naturalezza e competenza.
Il dolore di Foggia: l’addio a un pilastro della sanità
La città di Foggia si è svegliata avvolta in un profondo velo di tristezza per la scomparsa di Pasquale Clemente, coordinatore dell’Area Ospedaliera di Universo Salute – Opera Don Uva. Clemente non era solo un dirigente, ma una figura centrale all’interno della struttura sanitaria, un vero punto di riferimento per colleghi, operatori e pazienti che ogni giorno varcavano la soglia del centro. La sua dipartita è avvenuta a seguito di una malattia rapidamente evolutasi nel giro di poco più di un mese, un lasso di tempo crudelmente breve che ha lasciato attoniti tutti coloro che lo conoscevano. Il consigliere comunale Italo Pontone ha voluto ricordare come la vicenda clinica fosse inizialmente apparsa lieve, per poi precipitare in modo improvviso, gettando nello sgomento l’intero ambiente sanitario.
Clemente era considerato una presenza costante e instancabile. All’interno di Universo Salute, il suo ruolo lo portava a coordinare settori di estrema delicatezza come la riabilitazione, l’Alzheimer e le cliniche mediche. In questi ambiti, dove la gestione organizzativa ha un impatto diretto sulla qualità della vita dei degenti, la sua capacità di leadership ha fatto la differenza per anni. Secondo le testimonianze di chi ha lavorato al suo fianco, “tutto passava per le sue mani”, un’espressione che descrive perfettamente un uomo che, senza mai cercare la ribalta, era diventato il motore indispensabile delle attività quotidiane. Lo stesso Italo Pontone amava chiamarlo affettuosamente “capo Pasquale Clemente”, a testimonianza di un legame che andava ben oltre la semplice gerarchia professionale.
Anche il Gsd Group ha espresso il proprio cordoglio con parole cariche di commozione, definendo “umanità, disponibilità e passione” come le cifre stilistiche del suo impegno lavorativo. È stato inoltre ricordato un filmato registrato soltanto un mese prima del tragico epilogo, un documento in cui emergeva chiaramente la sua energia e quell’entusiasmo professionale che non lo aveva mai abbandonato. La sensazione di smarrimento è palpabile nelle parole del consigliere Pontone, che ha sintetizzato il pensiero di molti con un interrogativo amaro: “Non so se avremo un altro Pasquale Clemente nella nostra struttura sanitaria”.
La notizia della sua morte, giunta da San Giovanni Rotondo, ha colpito duramente non solo chi condivideva con lui le ore di lavoro, ma l’intera comunità locale. Pasquale Clemente è stato un esempio di come la professionalità possa viaggiare di pari passo con un’immensa dote umana, rendendo un servizio pubblico un luogo di accoglienza e dignità. La sua eredità rimane scolpita nei corridoi di Universo Salute e nel cuore degli operatori che hanno avuto il privilegio di essere guidati dalla sua mano ferma e gentile. In un momento così difficile, il ricordo della sua dedizione rimane l’unico conforto per una struttura che dovrà ora imparare a camminare senza il suo coordinatore più prezioso.


