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Juventus, il gol annullato a McKennie lascia dubbi: la verità

Pubblicato: 17/05/2026 13:32

Certe decisioni arbitrali finiscono inevitabilmente per accendere il dibattito. E il gol annullato alla Juventus contro la Fiorentina rientra perfettamente in questa categoria. L’episodio nasce da un cross in area, con McKennie che prende posizione alle spalle di Gosens nel tentativo di arrivare sul pallone. C’è un contatto tra i due, ma osservando l’azione la sensazione è immediata: la spinta dello statunitense appare davvero minima, quasi un normale duello fisico da area di rigore. E infatti il difensore viola riesce comunque a saltare, coordinarsi e colpire il pallone di testa, finendo però per mandarlo nella propria porta.

È proprio questo dettaglio che rende l’episodio così discusso. Se Gosens riesce a prendere il tempo, elevare e intervenire sul pallone, allora viene spontaneo chiedersi quanto abbia inciso realmente quel contatto di McKennie. Non c’è una caduta evidente, non c’è uno sbilanciamento clamoroso, non c’è una spinta violenta. Si tratta piuttosto di uno di quei contatti che in area si vedono continuamente durante ogni partita, spesso ignorati dagli arbitri proprio perché considerati parte naturale del gioco.

Guardando e riguardando le immagini, l’impressione è che il gol della Juventus fosse regolare. Non perché il contatto non esista, ma perché sembra troppo lieve per trasformarsi in un fallo decisivo. Nel calcio moderno i calci piazzati e i cross laterali sono pieni di trattenute, mani addosso e spinte reciproche molto più evidenti di questa. Eppure raramente vengono puniti con un fischio immediato come accaduto stavolta.

C’è poi un altro aspetto che lascia perplessi. L’arbitro interrompe l’azione praticamente subito, senza lasciare sviluppare completamente la situazione. Una scelta molto severa, quasi istintiva, che finisce inevitabilmente per pesare tantissimo sull’episodio. Perché nel momento in cui il direttore di gara decide di fischiare per un contatto così leggero, la soglia del fallo si abbassa al punto da rendere ogni contrasto in area potenzialmente irregolare.

Il rischio è quello di avere un calcio sempre più spezzettato e sempre più interpretativo. Se anche appoggi minimi come quello di McKennie diventano automaticamente falli, allora qualsiasi cross può trasformarsi in una revisione infinita di piccoli tocchi e micro-contatti. Ma il calcio resta uno sport fisico, soprattutto dentro l’area di rigore, dove i duelli corpo a corpo fanno parte della natura stessa del gioco.

Alla fine resta soprattutto una sensazione molto chiara: il contatto tra McKennie e Gosens appare davvero troppo leggero per giustificare l’annullamento della rete. E per questo, riguardando l’azione, viene difficile non pensare che quel gol avrebbe dovuto essere convalidato.

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