
Il gip del tribunale di Civitavecchia ha disposto l’archiviazione del procedimento per omicidio colposo aperto dopo la morte di Riccardo Boni, il ragazzo di 17 anni rimasto intrappolato sotto la sabbia il 10 luglio scorso sulla spiaggia di Montalto di Castro.
Secondo quanto stabilito dal giudice, non emergono responsabilità a carico del padre del giovane. Il gip ha accolto la richiesta avanzata dalla procura di Civitavecchia, guidata dal procuratore Alberto Liguori, ritenendo assenti profili di negligenza nel comportamento del genitore.
La tragedia era avvenuta durante una giornata al mare trascorsa con la famiglia. In base alla ricostruzione degli investigatori, il 17enne aveva scavato una profonda buca nella sabbia insieme ai fratellini per gioco. Successivamente era entrato nello scavo, quando improvvisamente le pareti avrebbero ceduto ricoprendolo completamente.
Il giovane non sarebbe riuscito a chiedere aiuto. L’allarme era stato dato dai fratellini e il padre era intervenuto immediatamente dopo essere stato avvisato. Inutili però i tentativi di soccorso da parte dei familiari, dei bagnanti e dei bagnini presenti sulla spiaggia, che avevano cercato disperatamente di liberarlo dalla sabbia.
Dopo il decesso, la procura aveva aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo il padre nel registro degli indagati come atto dovuto per consentire gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente.
Nel corso dell’inchiesta il genitore aveva espresso pubblicamente il proprio dolore per l’indagine: “Non ho ucciso mio figlio”, aveva dichiarato, definendo “disumano” essere sottoposto ad accertamenti subito dopo la perdita del figlio.
Con la decisione del tribunale di Civitavecchia si chiude il procedimento penale legato alla morte di Riccardo Boni, una tragedia che aveva profondamente colpito l’opinione pubblica.


