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Sinner emozionato davanti a Mattarella: “Mi metto sempre in situazioni spiacevoli”

Pubblicato: 17/05/2026 19:48

Il momento più spontaneo della serata arriva ancora prima della celebrazione. Jannik Sinner prende il microfono davanti al Centrale in festa, guarda verso il Presidente della Repubblica e lascia uscire una frase che fotografa perfettamente il suo modo di stare dentro la grandezza senza mai sentirsi completamente a suo agio. “Sono sempre molto emozionato quando c’è il signor Mattarella, però riesco sempre a mettermi in situazioni spiacevoli”.

Il pubblico ride, lui sorride appena, quasi imbarazzato. Ed è proprio quella naturalezza a rendere il momento speciale. Perché nella notte che riporta un italiano a vincere gli Internazionali d’Italia dopo mezzo secolo, Sinner continua a sembrare distante dall’idea del campione costruito e perfetto. Anche davanti al Presidente Sergio Mattarella, presente al Foro Italico per assistere a una giornata destinata a entrare nella storia dello sport italiano.

Poi arrivano le parole che trasformano definitivamente la serata in memoria collettiva. “Dopo 50 anni abbiamo riportato un torneo molto, molto importante a casa”. Dentro quella frase c’è tutta l’attesa accumulata dal tennis italiano dal 1976, dall’ultima vittoria romana di Adriano Panatta. Cinquant’anni passati a inseguire un’eredità che sembrava quasi irraggiungibile e che invece oggi ha finalmente trovato il suo nuovo volto.

L’omaggio a Panatta e al tennis italiano

Sinner cita Panatta con il suo stile asciutto, senza retorica. “Non posso dire che ti ho visto vincere qua perché ero troppo giovane e forse neanche i miei genitori si erano messi insieme”. Una battuta che però racconta perfettamente la distanza tra due epoche del tennis italiano. Quella romantica e quasi irripetibile degli anni Settanta e quella moderna, feroce, continua, costruita da un giocatore che ormai è diventato il simbolo di un intero movimento.

Nel suo discorso il numero uno azzurro insiste molto anche sul concetto di squadra. Ringrazia i raccattapalle, gli organizzatori, il pubblico, tutte le persone che hanno contribuito a creare un’atmosfera speciale durante le due settimane romane. “Sin dal primo giorno è stato un gran piacere essere qua”, dice ancora, parlando della tensione, delle emozioni e dei momenti vissuti davanti al pubblico italiano.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più forti della vittoria di Sinner. Roma per anni era stata quasi una maledizione emotiva per il tennis azzurro, un luogo pieno di aspettative e pressione. Stavolta invece il Foro Italico si è trasformato in una spinta continua, in una connessione quasi naturale tra il campione e il pubblico.

Una notte che cambia la storia

Quando chiude con un semplice “ci vediamo l’anno prossimo”, il Centrale esplode ancora una volta. Ma la sensazione è che il successo vada oltre il singolo torneo. Perché il trionfo di Sinner non appare come un miracolo isolato, ma come il punto più alto di una nuova normalità italiana nel tennis mondiale.

E forse il dettaglio che resterà più impresso della serata sarà proprio quella frase iniziale su Mattarella e sulle “situazioni spiacevoli”. Un modo ironico e disarmato per raccontare l’emozione davanti alle istituzioni, davanti alla storia, davanti a un Paese intero che per cinquant’anni aveva aspettato di rivedere un italiano re di Roma.

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Ultimo Aggiornamento: 17/05/2026 20:01

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