
Cresce la contestazione nel centro storico di Palermo contro le misure di sicurezza adottate in occasione del matrimonio della cantante Dua Lipa e dell’attore Callum Turner. I festeggiamenti, ospitati tra Palazzo Gangi e la Galleria d’Arte Moderna di Palermo, hanno comportato un imponente dispositivo di sicurezza che ha limitato l’accesso ad alcune aree del centro cittadino.
Nella notte sono comparsi volantini e manifesti con slogan in italiano e inglese, tra cui «La nostra piazza non è il tuo salotto», «Palermo non è in affitto» e «Libertà di movimento». Dietro l’iniziativa c’è il movimento Apro Palermo, che ha invitato i residenti a esporre i manifesti dai balconi delle abitazioni del centro storico. I volantini sono stati successivamente rimossi.
A suscitare le maggiori polemiche sono state le restrizioni imposte nelle zone interessate dall’evento. L’ordinanza comunale ha previsto limitazioni al traffico pedonale e veicolare in aree centrali come Piazza Sant’Anna e Piazza Croce dei Vespri, consentendo l’accesso soltanto agli ospiti e al personale autorizzato.
Secondo quanto riferito da alcuni residenti, sarebbero state inoltre richieste particolari misure di riservatezza, comprese comunicazioni preventive sul numero di persone presenti nelle abitazioni e limitazioni alla diffusione di immagini dell’evento riprese da proprietà private. Circostanze che hanno alimentato il malcontento tra gli abitanti della zona.
Le restrizioni si estendono anche a Bagheria, scelta per parte dei ricevimenti. Qui sono stati istituiti divieti di transito e sosta in diverse strade cittadine, con limitazioni destinate a rimanere in vigore fino all’8 giugno. Le misure hanno provocato proteste da parte di residenti e commercianti, che lamentano disagi alla circolazione e alle attività economiche.
Nel frattempo, il centro storico di Palermo si prepara ad accogliere gli ospiti della coppia tra allestimenti scenografici, luminarie, impianti audio e strutture temporanee predisposte per garantire privacy e sicurezza durante le celebrazioni.
La vicenda ha riacceso il dibattito sull’equilibrio tra grandi eventi privati, turismo di lusso e tutela della vivibilità dei centri storici, un tema che negli ultimi anni è emerso con sempre maggiore frequenza in diverse città italiane.


