
Alberto Stasi si prepara a chiudere uno dei capitoli più lunghi e controversi della cronaca italiana. Dopo oltre dieci anni trascorsi nella casa di reclusione di Bollate, per l’ex fidanzato di Chiara Poggi si apre una fase completamente nuova, fatta di lavoro, libertà vigilata e di una quotidianità da ricostruire lontano dai riflettori. Una svolta che arriva mentre il caso di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione pubblica per i nuovi sviluppi investigativi.
L’ultima notte prima del cambiamento è trascorsa tra gesti semplici e abitudini ormai consolidate. Una cena preparata nella cella, il controllo continuo delle comunicazioni in attesa del provvedimento e poi il rientro in carcere per quella che sarebbe stata una delle ultime sere dietro le sbarre. Nel frattempo, i bagagli erano già pronti per il trasferimento verso una nuova sistemazione nell’hinterland milanese, vicino ad alcuni familiari.
L’addio a Bollate
Nel corso degli anni, Stasi aveva già ottenuto permessi premio e la possibilità di lavorare all’esterno. Dal 2023 svolge infatti attività come contabile in uno studio professionale nel centro di Milano. L’affidamento in prova rappresenta però un passaggio ulteriore, quello che segna il ritorno a una vita più vicina alla normalità dopo una lunga esperienza detentiva.
Prima di lasciare il carcere ha voluto salutare i compagni di detenzione con alcuni piccoli regali, tra cui un ventilatore e un mini frigorifero. Un gesto simbolico nei confronti di persone con cui ha condiviso oltre dieci anni di vita quotidiana. Saluti e ringraziamenti anche agli operatori dell’istituto penitenziario che hanno accompagnato il suo percorso.
Il peso del caso Garlasco
La vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi continua però a rappresentare il centro della sua storia personale. Negli ultimi mesi, l’apertura di nuovi approfondimenti investigativi e l’emergere di elementi collegati all’attuale indagato Andrea Sempio hanno riportato il delitto del 2007 sotto i riflettori.
Chi lo ha incontrato recentemente descrive un uomo diverso da quello finito al centro della tempesta mediatica quasi vent’anni fa. Più maturo, consapevole e determinato a guardare avanti, pur continuando a seguire gli sviluppi dell’inchiesta. Una vicenda che ha segnato in modo irreversibile la sua esistenza e che, secondo chi gli è vicino, lo porterà a mantenere le distanze anche dal paese in cui tutto ebbe inizio.
Per Alberto Stasi si apre dunque una nuova fase. La libertà arriva dopo un lungo percorso e mentre il mistero di Garlasco continua a interrogare l’opinione pubblica italiana.


