
Una lettera rimasta per decenni lontana dagli occhi del pubblico svela nuovi dettagli sull’universo creato da J.R.R. Tolkien. Il documento, datato 28 febbraio 1966, contiene le risposte che lo scrittore inviò a una giovane lettrice desiderosa di conoscere alcuni dei misteri della Terra di Mezzo. Un carteggio che chiarisce l’origine di alcuni toponimi, risolve uno degli enigmi legati agli Ent e testimonia il rapporto diretto che l’autore de Il Signore degli Anelli continuava a mantenere con i propri lettori anche nel pieno della fama.
La lettera, dattiloscritta e firmata a mano, era indirizzata a Jenny Hall, una ragazza che aveva notato sorprendenti somiglianze tra alcuni nomi della Terra di Mezzo e località realmente esistenti nella contea gallese del Brecknockshire. Nella risposta, Tolkien spiega che quei toponimi non derivano direttamente dal Galles, pur ammettendo un’eccezione: Crickhollow era stato pensato per richiamare la cittadina gallese di Crickhowell. Un dettaglio che conferma come lo scrittore si lasciasse ispirare da suoni e suggestioni linguistiche senza rinunciare all’originalità del proprio universo narrativo.
Il mistero degli Ent
Tra i passaggi più interessanti della missiva c’è anche la spiegazione di uno dei piccoli misteri della saga. La lettrice chiedeva infatti se gli “olmi camminanti” citati nei romanzi fossero le leggendarie Entesse, le compagne degli Ent misteriosamente scomparse. Tolkien chiarisce invece che si trattava semplicemente di alcuni Ent ai quali Gandalf aveva affidato il compito di sorvegliare la Contea senza rivelarlo agli hobbit. Lo scrittore aggiunge inoltre che Barbalbero conosceva molto più di quanto lasciasse intendere sia sugli avvenimenti della Terra di Mezzo sia sul popolo degli hobbit.
La lettera rappresenta anche una preziosa testimonianza del rapporto che Tolkien manteneva con il suo pubblico negli anni Sessanta. Pur impegnato nell’insegnamento universitario, nella revisione delle proprie opere e ormai celebre in tutto il mondo, continuava infatti a rispondere personalmente ai lettori, offrendo chiarimenti e curiosità che oggi costituiscono un patrimonio prezioso per studiosi e appassionati.
Le lingue al centro della Terra di Mezzo
Il documento richiama inoltre uno degli elementi fondamentali della produzione di Tolkien: la passione per la filologia e per le lingue. Prima ancora di costruire le storie della Terra di Mezzo, lo scrittore aveva infatti immaginato gli idiomi parlati dai suoi popoli. Il Sindarin risentiva della musicalità del gallese, mentre l’inglese antico e il norreno contribuirono a modellare la cultura di Rohan e dei regni del Nord. Le lingue non furono quindi un semplice dettaglio, ma il punto di partenza dell’intero universo narrativo.
Con Lo Hobbit, pubblicato nel 1937, e soprattutto con Il Signore degli Anelli, Tolkien ha rivoluzionato la letteratura fantasy, creando un immaginario destinato a influenzare generazioni di scrittori, registi e lettori. La lettera restituisce oggi il ritratto di un autore che, anche nel pieno del successo internazionale, continuava a dialogare con i suoi fan, condividendo i retroscena del mondo fantastico nato dalla sua immaginazione.


