
Una porta che non si apre, voci che si alzano improvvisamente nel silenzio del pomeriggio, poi il rumore secco che attraversa le pareti di un palazzo qualunque. Sono dettagli che, a distanza di poche ore, assumono il peso di una tragedia difficile da ricostruire con precisione, mentre il quartiere cerca ancora di dare un senso a ciò che è accaduto.
Nel condominio resta un’atmosfera sospesa, fatta di domande e frammenti di ricordi confusi. I residenti parlano di urla, passi concitati, poi un silenzio improvviso seguito da movimenti frenetici sulle scale. Una sequenza breve ma sufficiente a trasformare una normale giornata in una scena di cronaca nera.
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La scoperta nell’abitazione
Il dramma si è consumato a Civitanova Marche, in provincia di Macerata, dove è stato trovato senza vita Marco Pennisi, 62 anni. L’uomo è stato rinvenuto a terra in una pozza di sangue all’interno della sua abitazione, dopo l’allarme lanciato da alcuni vicini di casa.
Secondo quanto ricostruito, a fare la tragica scoperta è stato un cugino della vittima, arrivato sul posto dopo essere stato contattato dai residenti dello stabile, preoccupati per quanto stava accadendo nell’appartamento.

Le indagini e la ricostruzione dei fatti
Le indagini sono coordinate dalla Procura di Macerata, con il sostituto procuratore Enrico Riccioni, e affidate alla polizia di Stato. Sul luogo del delitto sono intervenuti il commissariato di Civitanova Marche, la polizia scientifica, i carabinieri, la polizia locale e la Squadra mobile.
Il medico legale Antonio Tombolini ha effettuato un primo esame esterno, collocando il decesso tra le 14 e le 15, una fascia oraria compatibile con le testimonianze dei vicini che avevano segnalato urla e rumori sospetti.
Un elemento ritenuto significativo dagli investigatori riguarda le telecamere di sorveglianza della zona, che non avrebbero registrato l’ingresso di altre persone nell’abitazione oltre a quelle già presenti.
L’arresto della compagna della vittima
Nel corso delle ore successive ai fatti, l’attenzione degli inquirenti si è concentrata sulla compagna della vittima, una donna di 34 anni che si trovava in casa con lui al momento dell’accaduto.
La donna è stata portata in commissariato per essere ascoltata, ma è apparsa in stato di forte agitazione. Successivamente è stata arrestata con l’accusa di omicidio del compagno e trasferita nel carcere di Villa Fastiggi di Pesaro.
Secondo quanto emerso, la compagna del 62enne era uscita dal carcere da poco tempo, elemento che viene ora valutato all’interno del quadro investigativo complessivo.

La ricostruzione dei vicini
A dare l’allarme sono stati alcuni residenti del piano inferiore, una coppia di origine pakistana. Intorno alle 14.30, avrebbero sentito urla e rumori riconducibili a una possibile colluttazione, seguiti dalla presenza di tracce di sangue sulle scale.
Preoccupata, la donna avrebbe chiamato il marito, che è salito insieme a lei fino all’appartamento. Ad accoglierli sarebbe stata proprio la compagna di Pennisi, che li avrebbe rassicurati affermando che l’uomo era stato portato in ospedale.
Non convinti dalla spiegazione, i vicini hanno contattato un parente della vittima. Poco dopo, il cugino arrivato sul posto ha fatto la drammatica scoperta del corpo.
Un caso ancora da chiarire
La posizione della donna resta al centro delle indagini, mentre gli inquirenti lavorano per definire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare l’eventuale evoluzione del litigio in un gesto estremo.
Restano ancora diversi punti da chiarire in una vicenda che ha scosso profondamente il condominio e che ora è al vaglio della magistratura, impegnata a ricostruire ogni dettaglio delle ultime ore di vita di Marco Pennisi.


