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Furto di fentanyl a Roma, cosa non quadra: la doppia irruzione, le chiavi dell’ospedale clonate e l’assenza di telecamere

Pubblicato: 04/07/2026 09:26

Un furto di fentanyl all’interno dell’Ospedale Israelitico di Roma ha fatto scattare un’indagine della Procura e acceso i riflettori sulle misure di sicurezza della struttura. Dalla cassaforte della farmacia ospedaliera sono infatti scomparse 80 fiale di Fentanest, un potente anestetico a base di fentanyl utilizzato esclusivamente in ambito sanitario.

Secondo quanto emerso, il furto si sarebbe consumato in due momenti distinti. Una prima sottrazione risalirebbe al 22 maggio, quando sarebbe sparita la maggior parte delle fiale custodite nella cassaforte. Due giorni dopo, il 24 maggio, sarebbero state portate via anche quelle rimaste a disposizione del personale medico.

L’episodio ha immediatamente fatto scattare l’allarme, considerata la natura del farmaco sottratto. Il fentanyl è infatti un oppioide sintetico ad altissima potenza, impiegato come anestetico e analgesico in ambito ospedaliero, il cui utilizzo è rigorosamente regolamentato.

Sul caso indagano i Carabinieri della Compagnia Roma Eur insieme ai militari del NAS di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica, che al momento procede contro ignoti ipotizzando i reati di furto e spaccio di sostanze stupefacenti.

Tra gli elementi al centro degli accertamenti c’è l’assenza di segni di effrazione sulla cassaforte. Questo particolare porta gli investigatori a valutare l’ipotesi che chi ha agito potesse avere accesso alle chiavi o sia riuscito a utilizzarne una copia.

Gli investigatori stanno inoltre cercando di ricostruire chi abbia avuto accesso ai locali della farmacia ospedaliera nei giorni in cui si è verificata la doppia sottrazione. Tra gli aspetti da chiarire vi sono anche le modalità con cui il farmaco è stato prelevato senza destare sospetti.

Un altro elemento finito sotto la lente riguarda il sistema di videosorveglianza. Secondo le ricostruzioni, l’area interessata non sarebbe stata coperta da telecamere, circostanza che rende più complessa l’identificazione degli autori del furto e la ricostruzione degli spostamenti all’interno della struttura.

L’entità della sottrazione desta particolare preoccupazione anche per le possibili conseguenze sul mercato illecito. Le 80 fiale di Fentanest corrisponderebbero infatti a migliaia di dosi potenzialmente destinabili a un utilizzo non autorizzato, motivo per cui le verifiche investigative sono state estese anche all’eventuale rete di destinazione del farmaco.

L’inchiesta è ancora nelle fasi iniziali e punta a chiarire eventuali responsabilità interne, le falle nel sistema di sicurezza e il percorso seguito dal medicinale dopo il furto. Gli accertamenti proseguono per individuare gli autori della sottrazione e verificare se il colpo sia stato pianificato con la complicità di persone in grado di accedere ai locali dell’ospedale.

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Ultimo Aggiornamento: 04/07/2026 09:55

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