
Valter Lavitola torna a parlare pubblicamente dell’inchiesta sull’attentato ai danni del giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, ma sceglie ancora una volta la linea della prudenza. Intervenendo nel corso della trasmissione Filorosso, in onda su Rai 3 e condotta da Antonino Monteleone con Adele Grossi, l’imprenditore ha spiegato di aver deciso di mantenere il massimo riserbo sugli aspetti al centro dell’indagine della Procura di Roma.
Pur evitando di entrare nel merito dell’inchiesta, Lavitola ha assicurato che fornirà la propria versione dei fatti non appena gli sarà consentito. «Ho promesso alla Procura che non parlo. Ho interesse che non vengano inquinati i pozzi e che si facciano delle indagini più lineari possibili», ha dichiarato, sottolineando di voler rispettare il lavoro degli investigatori.
“Parlerò quando Procura e avvocato mi daranno il via libera”
Intervistato nei pressi del suo ristorante, Lavitola ha ribadito di voler collaborare con la magistratura, ma di non poter rilasciare dichiarazioni che possano interferire con le indagini ancora in corso.
«Ti prometto che, appena la Procura e il mio avvocato mi autorizzano, ti darò tutte le spiegazioni del caso», ha affermato, confermando la volontà di chiarire ogni aspetto della vicenda una volta conclusa la fase più delicata dell’inchiesta. L’imprenditore continua inoltre a dichiararsi estraneo alle accuse che gli vengono contestate.
Il presunto sondaggio politico a Sigfrido Ranucci
Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema del presunto tentativo di verificare la disponibilità di Sigfrido Ranucci a un eventuale impegno politico, circostanza emersa nelle scorse settimane.
Lavitola ha ridimensionato quell’episodio, spiegando che non vi sarebbe mai stata l’intenzione di lanciare il giornalista in politica. «È evidente che non volevo lanciare Sigfrido in politica. Volevo semplicemente sottoporgli un’opzione alla quale lui non pensava proprio ed era totalmente in disaccordo», ha dichiarato, respingendo le interpretazioni circolate negli ultimi giorni.
La battuta sul suo avvocato
Nel finale dell’intervista non è mancato un momento di ironia sulla propria situazione processuale. Lavitola ha raccontato di aver ricevuto un richiamo dal proprio legale, scherzando sulle difficoltà del momento.
«Il mio avvocato mi ha detto che non mi difende più ed è l’unico che mi fa credito. Sicuramente rimango pure con l’avvocato d’ufficio e non ho neanche la speranza che ci potrà stare Berlusconi a mandarmi un avvocato», ha detto con una battuta.
L’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci prosegue intanto con gli accertamenti degli investigatori, mentre gli sviluppi delle prossime settimane potrebbero contribuire a chiarire definitivamente il ruolo dei diversi soggetti coinvolti nella vicenda.


