Un retroscena drammatico riporta al centro dell’attenzione il caso Roggero, la vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour che nel 2021 reagì alla rapina nella sua attività di Bra, uccidendo due aggressori e ferendone un terzo. A riaccendere il dibattito è una ricostruzione pubblicata da Il Foglio e rilanciata da La Verità, in un articolo firmato da Gianluigi Paragone.
Al cuore della rivelazione c’è Andrea Spinelli, uno dei rapinatori uccisi durante il tentato colpo alla gioielleria di Mario Roggero: secondo quanto emerso, il giovane avrebbe potuto finire in cella circa due mesi prima di quella tragica sequenza di eventi.
La richiesta di arresto prima della rapina a Bra
La ricostruzione del giornalista Ermes Antonucci riferisce che i carabinieri di Alba avrebbero chiesto alla Procura di Asti l’arresto di Spinelli. La richiesta sarebbe stata avanzata in relazione a un episodio di estorsione ai danni di un imprenditore, avvenuto nel garage della vittima.
Stando agli accertamenti riportati, Spinelli avrebbe minacciato l’uomo e lo avrebbe colpito con alcuni schiaffi. Insieme a un complice, lo avrebbe poi costretto a firmare delle cambiali sotto minaccia: un quadro violento che, per i carabinieri, avrebbe giustificato una misura cautelare nei confronti del giovane, già noto alle forze dell’ordine.
La decisione della Procura di Asti
Nonostante gli elementi raccolti e la perquisizione eseguita nell’abitazione di Spinelli, la Procura non avrebbe dato seguito alla richiesta di misura cautelare. La valutazione sarebbe stata quella di ritenere sufficiente l’effetto deterrente della perquisizione, nella speranza che potesse allontanare il giovane da ulteriori reati.
Una scelta che oggi assume un impatto pesante. Poche settimane dopo, infatti, Spinelli sarebbe entrato nel gruppo che pianificò la rapina alla gioielleria di Roggero, culminata nell’episodio che ha sconvolto Bra e acceso per anni il confronto pubblico sulla legittima difesa.
La replica del procuratore Biagio Mazzeo
Interpellato sulla vicenda, il procuratore di Asti Biagio Mazzeo ha ammesso che potrebbe esserci stato un errore di valutazione. Ha però evidenziato che non era ragionevolmente prevedibile un passaggio così grave, dall’episodio ai danni dell’imprenditore fino alla rapina in una gioielleria.
Il procuratore ha inoltre sottolineato un punto delicato: in situazioni simili occorre verificare con attenzione anche l’attendibilità delle denunce. E il solo trascorrere di due mesi, ha osservato, non sarebbe stato automaticamente sufficiente a legittimare una misura restrittiva della libertà personale.
Caso Roggero, le domande che restano aperte
Il caso Mario Roggero resta uno dei più discussi degli ultimi anni. Nel 2021 il gioielliere reagì armato durante l’assalto alla sua attività, provocando la morte di due rapinatori e il ferimento di un terzo: una vicenda tragica, diventata simbolo del confronto tra sicurezza, reazione alle aggressioni e limiti della legittima difesa.
La nuova ricostruzione aggiunge ora un interrogativo inquietante agli accertamenti sul caso: un intervento precedente avrebbe potuto cambiare il corso dei fatti? È una domanda senza risposta certa, ma che riporta sotto i riflettori il possibile mancato arresto di Spinelli e l’intera catena di decisioni che precedette quella drammatica rapina a Bra.
Fonte: La Verità, articolo di Gianluigi Paragone, che riprende una ricostruzione esclusiva de Il Foglio firmata da Ermes Antonucci.


