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Bimba uccisa dal pitbull ad Acerra, archiviata l’accusa al padre: “Nessuna responsabilità”

Pubblicato: 30/07/2026 22:58

Il Tribunale di Nola ha disposto l’archiviazione definitiva dell’indagine nei confronti del padre della neonata di 9 mesi uccisa dal pitbull di famiglia ad Acerra, nel Napoletano. L’uomo era stato inizialmente indagato per omicidio colposo, con l’ipotesi di una mancata custodia dell’animale, ma i giudici hanno escluso ogni responsabilità.

La tragedia si era consumata nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 2025 all’interno dell’abitazione della famiglia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la piccola era insieme al padre, che era rientrato a casa dopo il lavoro e si era addormentato accanto alla figlia mentre la madre era fuori per motivi lavorativi.

L’attacco del cane e la morte della neonata

Al suo risveglio l’uomo aveva trovato la bambina a terra, gravemente ferita, e aveva immediatamente cercato aiuto portandola alla clinica Villa dei Fiori. I sanitari, però, non avevano potuto fare nulla: la neonata era già deceduta.

Gli accertamenti successivi avevano stabilito che la morte era stata causata dalle lesioni al collo provocate dal morso del cane. L’autopsia aveva inoltre chiarito che il decesso era avvenuto praticamente sul colpo e che anche un intervento immediato del padre non avrebbe potuto salvare la bambina.

Nel corso delle indagini la Procura ha escluso la presenza di una condotta negligente da parte dell’uomo. Gli esperti hanno spiegato che l’aggressione sarebbe compatibile con un attacco predatorio, durante il quale l’animale immobilizza la vittima attraverso il morso.

Il giudice: “Comportamento come quello di un lupo”

Nella valutazione del caso è stato sottolineato come non esistano divieti specifici sulla presenza di un cane di quella razza in un’abitazione privata e come l’aggressione sia stata considerata improvvisa e imprevedibile.

Il gip ha evidenziato che il comportamento del pitbull sarebbe stato assimilabile a quello di un predatore selvatico, descrivendo una dinamica definita dagli esperti “bite and hold”, ovvero un morso seguito dal mantenimento della presa.

È stata inoltre esclusa qualsiasi relazione tra l’accaduto e il fatto che il padre avesse dichiarato di aver assunto hashish prima di addormentarsi. Per la magistratura non vi sarebbe stato un collegamento causale tra questa circostanza e la tragedia.

Con la decisione del Tribunale di Nola si chiude quindi il procedimento giudiziario: il padre della bambina non dovrà rispondere di alcun reato per la morte della figlia.

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