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Luigi Di Maio torna a Montecitorio: la battuta sul M5S e lo smacco dei grillini in aula

Pubblicato: 30/07/2026 13:12
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Ritorno a Montecitorio per Luigi Di Maio, oggi Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, ma da tempo lontano dalla politica italiana. L’ex ministro degli Esteri ha partecipato a un’audizione davanti alla Commissione Affari esteri della Camera, dove ha affrontato i temi legati alla sicurezza e alla stabilità del Golfo.

Ad accoglierlo, oltre ai membri della Commissione, anche una battuta con i cronisti.

La battuta sullo Stretto di Hormuz

«Voi siete tutti qui per farmi domande sullo Stretto di Hormuz, vero?», ha ironizzato Di Maio, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, con un riferimento al contemporaneo botta e risposta tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte.

L’ex leader del Movimento 5 Stelle ha poi preso parte ai lavori della III Commissione Affari esteri, tornando per la prima volta nell’Aula di Montecitorio in una veste istituzionale europea.

L’accoglienza bipartisan

Il suo ritorno è stato accompagnato da numerosi saluti da parte di parlamentari di diversi schieramenti.

«Di Maio è un vecchio amico», ha dichiarato il presidente della Commissione Affari esteri, Giulio Tremonti.

Anche l’ex sottosegretario Benedetto Della Vedova (Misto-+Europa) ha ricordato la collaborazione avuta durante il governo Draghi: «Lui era il mio ministro ai tempi del governo Draghi».

Più pungente il commento del deputato del Partito Democratico Enzo Amendola, che ha scherzato: «Ho capito più cose oggi con un’audizione sua che con diciotto di Tajani».

L’assenza del Movimento 5 Stelle

A colpire è stata però soprattutto l’assenza dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle.

Secondo quanto riportato, nessun componente pentastellato della Commissione Affari esteri era presente all’audizione, compreso il presidente del Movimento Giuseppe Conte, così come Francesco Silvestri e Riccardo Ricciardi.

Quest’ultimo, nel giugno 2022, aveva proposto l’espulsione di Di Maio dal M5S dopo le sue critiche alla linea del Movimento sullo stop all’invio di armi all’Ucraina.

L’appello sulla sicurezza energetica

Al termine dell’audizione, Di Maio è tornato a parlare del suo attuale incarico, soffermandosi sulla situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici per il commercio mondiale.

«Per lo Stretto di Hormuz bisogna continuare a lavorare per la diplomazia, ma anche a rotte alternative per energia, merci e dati, perché non possiamo dipendere da un unico Stretto che poi viene utilizzato contro di noi», ha dichiarato.

Un messaggio che richiama la necessità di diversificare le rotte commerciali e di rafforzare la sicurezza energetica europea in un’area cruciale per gli equilibri geopolitici internazionali.

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