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Attaccato a una corda e sospeso nel vuoto sulle Dolomiti. Corsa contro il tempo per salvarlo

Pubblicato: 20/08/2026 21:54

Una corsa contro il tempo e contro la furia degli elementi si è trasformata in una vera e propria sfida al limite dell’impossibile, tenendo un intero territorio con il fiato sospeso nel cuore della notte. Quando un piccolo errore di valutazione rischia di spalancare le porte della tragedia, soltanto il coraggio, la freddezza e una straordinaria perizia tecnica possono ribaltare un destino che sembrava ormai segnato. Tra nebbia fitissima, morsa del buio e pareti verticali, una complessa macchina d’emergenza si è mobilitata per portare a termine una manovra di recupero ad altissimo rischio, salvando due vite a un passo dal baratro.

Sospeso nel vuoto per cinque ore, appeso a una corda lungo la parete del Campanile di Val Montanaia, l’obelisco di roccia alto 250 metri che svetta sulle Dolomiti friulane. Cinquanta metri più in alto, la compagna di cordata bloccata ad aspettarlo. Intorno, la nebbia e il buio. E sotto, nessun punto su cui poggiare i piedi. È cominciata così una lunga operazione di salvataggio che ha costretto gli uomini del Soccorso alpino a cambiare piano più volte: prima il tentativo con l’elicottero, poi la rinuncia per la scarsa visibilità, infine la discesa dalla cima con corde lunghe 200 metri.

L’errore in discesa e il salvataggio da film

I protagonisti sono due alpinisti veneziani che avevano raggiunto la cima del Campanile caro allo scrittore Mauro Corona. Verso le 18, la coppia sbaglia la linea di calata: l’uomo, 53 anni, è il primo a scendere ma si sposta troppo verso ovest, rimanendo bloccato a mezz’aria senza appoggi e col rischio della “sindrome da sospensione inerte”. Ai piedi della struttura, alcune persone notano la scena e raggiungono il Rifugio Pordenone per far scattare l’allarme.

La macchina dei soccorsi si attiva con la stazione Valcellina del Soccorso alpino, l’elisoccorso regionale e un’ambulanza. L’elicottero non può usare il verricello per la fitta nebbia. Scatta così il piano alternativo: l’elicottero rientra a Pinedo mentre i tecnici si preparano con corde lunghe 200 metri. Tre soccorritori vengono portati in quota e raggiungono la donna sul ballatoio. Un tecnico si cala, assicura l’uomo, taglia le corde e lo porta alla base. All’una di notte il 53enne tocca terra: è lucido e illeso, nonostante le cinque lunghissime ore d’attesa.

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