
La morte per difterite della bambina di 4 anni non vaccinata ha provocato un immediato aumento delle richieste di vaccinazione a Palermo. Nelle ultime 48 ore i pediatri hanno registrato una crescita di circa il 10% rispetto alla media, proveniente soprattutto dalle famiglie che fino a questo momento avevano rinviato o escluso l’immunizzazione dei propri figli. A riferirlo è Giovanni Corsello, professore ordinario di Pediatria all’Università di Palermo e direttore del Dipartimento materno infantile dell’Ospedale dei Bambini.
Il caso ha riacceso l’attenzione sulla copertura vaccinale in Sicilia proprio mentre le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire la catena del contagio e individuare la persona che potrebbe avere trasmesso il batterio alla piccola. Secondo Corsello, in presenza di quello che definisce un “microfocolaio”, diventa essenziale aumentare rapidamente la quota di bambini immunizzati.
Le richieste ai pediatri aumentate del 10%
«Il decesso della bimba di 4 anni ha scosso quella parte della popolazione esitante nei confronti dei vaccini», spiega Corsello. Il risultato è stato immediato: in appena due giorni le richieste rivolte ai pediatri sono aumentate del 10%.
A telefonare sono soprattutto genitori di bambini non vaccinati. Alcuni avevano dubbi sull’opportunità dell’immunizzazione, altri avevano semplicemente rimandato la decisione. Dopo la morte della bambina, molte di queste famiglie avrebbero deciso di cambiare atteggiamento.
«Ora vogliono immunizzare i figli contro la difterite e non solo», riferisce il pediatra. L’effetto del caso potrebbe quindi tradursi in un recupero più generale delle vaccinazioni pediatriche rimaste indietro.
Corsello: “In Sicilia le coperture devono aumentare”
La questione assume particolare importanza per la situazione delle coperture vaccinali nell’Isola. Secondo Corsello, la Sicilia presenta livelli che devono necessariamente essere aumentati, soprattutto davanti alla presenza di casi di una malattia che la vaccinazione aveva reso ormai estremamente rara.
«Con un microfocolaio in corso serve una maggiore copertura vaccinale della popolazione pediatrica. Purtroppo la Sicilia ha tassi bassi che vanno necessariamente alzati», sottolinea il professore.
La difterite è un’infezione batterica che può avere conseguenze molto gravi. La protezione vaccinale rappresenta lo strumento fondamentale per prevenire la malattia e limitare la possibilità che il batterio torni a circolare stabilmente nella popolazione.
Si cerca il “paziente zero”
Parallelamente alla vaccinazione, prosegue il lavoro per ricostruire l’origine del contagio della bambina. Uno degli aspetti da chiarire è l’eventuale presenza di un portatore del batterio che, pur non manifestando sintomi, potrebbe averlo trasmesso alla piccola.
«Ci si aspetta la sua identificazione e anche l’eventuale presenza di altri soggetti che hanno il batterio», afferma Corsello.
La ricerca dei contatti diventa quindi fondamentale per circoscrivere il focolaio e verificare se vi siano altre persone colonizzate dal batterio. Per i soggetti individuati come portatori, sottolinea lo specialista, è necessario intervenire con la terapia antibiotica, in modo da eliminare il microrganismo e interromperne la possibile trasmissione.
La morte della bambina e il timore di nuovi casi
Il decesso della piccola ha avuto un impatto particolarmente forte proprio perché la difterite era diventata una malattia poco presente nella quotidianità delle famiglie italiane grazie alle campagne di immunizzazione.
La vicenda dimostra però che una riduzione delle coperture può creare sacche di popolazione suscettibile, all’interno delle quali il batterio può tornare a provocare casi di malattia. È questo il motivo per cui l’attenzione non riguarda soltanto i bambini mai vaccinati, ma anche l’eventuale recupero delle dosi previste e non effettuate.
L’incremento delle richieste registrato a Palermo rappresenta quindi un primo segnale di reazione delle famiglie dopo il caso mortale.
Tra meno di un mese riaprono le scuole
A rendere ancora più urgente il recupero delle vaccinazioni è l’avvicinarsi della riapertura delle scuole in Sicilia, prevista tra meno di un mese. Il ritorno di bambini e ragazzi nelle classi comporterà nuovamente una forte intensificazione dei contatti quotidiani.
«Si deve recuperare il ritardo sulle immunizzazioni, sono sicuro che tutti si impegneranno», conclude Corsello.
Le prossime settimane saranno dunque decisive su due fronti: da una parte individuare l’origine del contagio e verificare l’eventuale presenza di altri portatori del batterio, dall’altra aumentare rapidamente la copertura vaccinale. Dopo la morte della bambina di 4 anni, almeno un primo cambiamento è già evidente: molte famiglie che fino a pochi giorni fa esitavano stanno tornando a chiedere informazioni e appuntamenti ai pediatri.


