
Quando la sicurezza delle infrastrutture strategiche viene improvvisamente messa a rischio in contesti geografici inaspettati, i riflettori delle autorità e degli apparati d’intelligence si accendono istantaneamente al massimo livello di allerta. L’ombra di azioni clandestine, tra enigmi ancora da decifrare e inquietanti interrogativi di scenario, rischia di spalancare scenari complessi sul fronte della difesa e della tutela del territorio. Tra forze dell’ordine mobilitate a tempo record e l’intervento tempestivo della magistratura, ogni dettaglio sul campo diventa un tassello fondamentale per comprendere la reale matrice di un episodio che sta alimentando un forte clima di tensione.
Manomessa nella notte la conduttura dell’oleodotto Nato pol, nel tratto che passa in un terreno a Vezzano Ligure, in provincia di La Spezia. A denunciare il fatto è stato il proprietario del terreno attraversato da una parte della conduttura di oltre 100 km che attraversano in Italia 6 regioni, 17 province e 136 Comuni per portare carburante ai velivoli militari dell’Alleanza.
I dettagli del ritrovamento e le ipotesi degli inquirenti
Chi ha scavato è sceso a 1,20 metri a mezzo metro dall’oleodotto e ha lasciato nel campo, oltre a pala e piccone anche dei bigliettini scritti in arabo, tra cui uno con “il versetto 155 del Corano”. Furto o sabotaggio? La Procura e i Carabinieri che indagano non escludono alcuna pista.

