
Una relazione che si interrompe, un’attività da portare avanti e un memoriale che potrebbe finire sul tavolo dei magistrati. Sullo sfondo ci sono anni di rapporti personali e professionali che, secondo il racconto di Natalia Potenza, avrebbero intrecciato vicende private, attività imprenditoriali e rapporti con personaggi del mondo dell’informazione.
La donna, ex compagna di Valter Lavitola e madre di due suoi figli, sostiene di essere rimasta profondamente colpita da quanto emerso negli ultimi tempi. Dice di voler prendere le distanze dall’ex compagno e, contemporaneamente, di voler mettere a disposizione degli investigatori ciò che sa. Al centro del suo racconto ci sono anche i rapporti tra Lavitola e Sigfrido Ranucci, sui quali Potenza sostiene di avere elementi che intende sottoporre alla magistratura.
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La rottura con Lavitola
Natalia Potenza, 40 anni, italo-argentina, ha avuto due figli con Lavitola. La loro relazione si sarebbe conclusa alla fine di agosto, in un momento segnato da nuove rivelazioni e dalle vicende giudiziarie che coinvolgono l’imprenditore.
Secondo quanto riferito dalla donna, la decisione di interrompere il rapporto sarebbe legata anche alla scoperta di aspetti della vita dell’ex compagno che sostiene di non conoscere. Potenza avrebbe inoltre comunicato ai magistrati di non volerlo accogliere nella propria abitazione qualora gli venissero concessi gli arresti domiciliari.
La stessa posizione sarebbe stata assunta rispetto al ristorante Cefalù Bistrò, attività della quale Potenza è amministratrice. La donna avrebbe fatto sapere di non voler consentire a Lavitola di lavorare nel locale nemmeno nel caso in cui gli fosse concesso l’affidamento ai servizi sociali.
La vicenda personale si intreccia così con quella dell’attività commerciale che la donna intende continuare a gestire autonomamente.

Il racconto di Natalia Potenza
Potenza avrebbe raccontato alcuni passaggi della vicenda anche allo scrittore Fulvio Abbate, frequentatore del locale. Nel suo racconto emerge soprattutto il senso di delusione per una relazione durata anni e per le informazioni che sarebbero emerse successivamente.
La donna ha inoltre preso posizione rispetto alle dichiarazioni di Adriana Linhares, estetista brasiliana che in un’intervista a Libero si è presentata come la compagna e la fidanzata ufficiale di Lavitola.
Potenza avrebbe reagito duramente alle dichiarazioni, sostenendo di essersi sentita colpita due volte: prima dalle notizie relative al presunto coinvolgimento di Lavitola nella vicenda della bomba contro Ranucci, poi dalle parole della donna che affermava di essere la sua compagna.
Potenza sostiene inoltre di non essere stata a conoscenza della vicenda relativa all’ordigno. Ha raccontato che Ranucci frequentava il ristorante e che tra lui e Lavitola esisteva un rapporto costante. Secondo il suo racconto, i due parlavano spesso tra loro, tanto che lei avrebbe progressivamente smesso di sedersi al loro tavolo.

Il memoriale destinato ai magistrati
È ora il memoriale che Potenza sta preparando a rappresentare uno dei passaggi più delicati della vicenda. La donna avrebbe intenzione di consegnarlo ai magistrati insieme al proprio legale, l’avvocato Giuseppe Cavallaro.
Potenza sostiene di voler chiarire la propria posizione e dimostrare la propria estraneità alle vicende che riguardano Lavitola. Non sarebbe mai andata a trovarlo in carcere, spiegando questa scelta soprattutto con la volontà di proteggere i figli.
Nel documento, secondo quanto riferito, troverebbero spazio anche le informazioni che la donna sostiene di possedere sui rapporti tra Lavitola e Ranucci.
È proprio in questo contesto che Potenza avrebbe definito i due uomini «come il gatto e la volpe», sostenendo che tra loro esisterebbe un legame forte. Si tratta, va precisato, di una ricostruzione attribuita alla donna e che dovrà eventualmente essere valutata dagli investigatori.
Il rapporto tra Ranucci e Lavitola
Secondo la versione riferita da Potenza, Sigfrido Ranucci non sarebbe estraneo alle attività di Lavitola. La donna sostiene di avere elementi relativi anche alla vicenda degli investimenti in carbon credit, attribuiti a Lavitola e al factotum Clesio Gomes Tavares.
Sempre secondo quanto Potenza intende riferire ai magistrati, Ranucci avrebbe aiutato Lavitola in alcune questioni private, utilizzando, nella sua ricostruzione, anche Report come strumento.
Si tratta di accuse e valutazioni espresse da Potenza, che dovranno essere verificate attraverso gli eventuali riscontri raccolti dagli inquirenti.
La trattativa per il Cefalù Bistrò
Un altro capitolo del memoriale riguarderebbe la trattativa per l’acquisto dell’immobile che ospita il Cefalù Bistrò.
Secondo il racconto attribuito a Potenza, Ranucci avrebbe avuto un ruolo nei contatti tra Lavitola e l’imprenditore Pulcini, proprietario dell’immobile. La donna sostiene però che il ruolo del giornalista non si sarebbe limitato a quello di semplice mediatore.
A sostegno di questa ricostruzione viene indicata una mail del 2024 che Pulcini avrebbe inviato a Lavitola dopo un pranzo con Ranucci. Nella comunicazione sarebbero state indicate le condizioni economiche per arrivare alla conclusione dell’accordo.
È proprio questo documento, secondo quanto riferito, uno degli elementi che Potenza intende sottoporre all’attenzione dei magistrati per sostenere la propria ricostruzione.
Gli accertamenti dovranno verificare le accuse
Il memoriale annunciato da Potenza potrebbe quindi mettere nero su bianco una serie di circostanze relative ai rapporti personali e professionali di Valter Lavitola, oltre alle sue dichiarazioni sul rapporto con Ranucci.
Al momento, tuttavia, le ricostruzioni e le accuse contenute nel racconto della donna restano tali e dovranno essere sottoposte alle necessarie verifiche. Saranno gli eventuali documenti, le testimonianze e gli altri elementi acquisiti dalla magistratura a stabilire quale peso possano avere nell’ambito delle indagini.
Potenza, dal canto suo, sostiene di voler collaborare e di non voler sottrarsi al confronto con gli investigatori. La sua scelta è legata anche alla volontà dichiarata di difendere la propria posizione e quella della propria famiglia, prendendo definitivamente le distanze dall’ex compagno e dalle vicende che lo riguardano.


