
Un dolce conosciuto e consumato in molti Paesi è finito al centro dell’attenzione per un motivo che con la sua tradizionale ricetta ha poco a che vedere. Una fetta di tiramisù è stata infatti utilizzata dal Daily Mail come immagine per raccontare l’allarme legato alla salmonella nel Regno Unito. Il riferimento al dessert italiano, però, rischia di spostare l’attenzione dal vero elemento considerato problematico dagli esperti: le uova importate.
Il quadro descritto dal quotidiano britannico riguarda un focolaio che avrebbe già provocato oltre 500 casi di salmonella e due decessi. Le autorità ritengono inoltre possibile che il numero effettivo delle persone contagiate sia più elevato rispetto a quello finora registrato. Al centro delle preoccupazioni ci sono soprattutto alcuni alimenti che possono essere preparati utilizzando uova crude o poco cotte.
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L’allarme sulle uova importate
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, le autorità considerano le uova prodotte nel Regno Unito e contrassegnate dal marchio Red Lion a basso rischio. L’attenzione si concentra invece maggiormente sulle uova provenienti dall’estero, considerate all’origine dell’epidemia.
Il problema riguarda quindi soprattutto la possibile presenza del batterio negli alimenti realizzati con uova non completamente cotte. In questa categoria rientrano anche alcune preparazioni molto diffuse, tra cui il tiramisù e la mousse al cioccolato.
Il collegamento con il tiramisù deve però essere interpretato correttamente. Il dolce non viene indicato come responsabile diretto dell’emergenza sanitaria: può rappresentare, come altri alimenti preparati con uova crude o poco cotte, una possibile modalità di esposizione alla salmonella qualora vengano utilizzate uova contaminate.
È quindi l’ingrediente a richiamare l’attenzione, più che la ricetta in sé.

Il consiglio degli esperti
Sul tema è intervenuta anche Natalie Stanton, esperta di sicurezza alimentare, che ha invitato i consumatori a prestare attenzione all’origine delle uova utilizzate nelle preparazioni.
La raccomandazione assume particolare importanza quando si mangia fuori casa, dove il consumatore può non conoscere direttamente la provenienza degli ingredienti impiegati nella preparazione di un piatto.
L’invito è dunque quello di informarsi, quando possibile, sull’origine delle uova utilizzate nei cibi che possono contenerle crude o poco cotte. La cautela riguarda in particolare le preparazioni nelle quali l’uovo non viene sottoposto a una cottura sufficiente a ridurre il rischio legato al batterio.
Nel Regno Unito, intanto, il marchio Red Lion rappresenta un elemento distintivo per le uova britanniche considerate a basso rischio, mentre l’allerta si concentra sulle forniture provenienti dall’estero.

La situazione in Italia
Il riferimento al tiramisù richiede una precisazione importante per quanto riguarda l’Italia. Nei ristoranti e nei bar è infatti obbligatorio utilizzare uova pastorizzate per la preparazione del tiramisù.
Questo elemento distingue la situazione italiana da quella descritta nell’allarme britannico e rende necessario evitare collegamenti automatici tra il dessert italiano e il focolaio di salmonella nel Regno Unito.
Il tiramisù, dunque, compare nel quadro dell’allerta perché appartiene alla categoria degli alimenti che possono essere preparati con uova crude o poco cotte, ma non viene indicato come causa autonoma dell’epidemia.
La questione centrale rimane quella della sicurezza delle uova utilizzate negli alimenti e della loro eventuale contaminazione.

Attenzione anche ai formaggi a pasta molle
L’avvertimento non riguarda soltanto le preparazioni a base di uova. Tra gli alimenti indicati come meritevoli di particolare attenzione ci sono anche alcuni formaggi a pasta molle, tra cui Brie e Camembert.
Questi prodotti presentano caratteristiche che possono favorire la proliferazione batterica, in particolare un maggiore contenuto di acqua e una minore acidità. Per questo motivo rientrano tra gli alimenti sui quali viene richiamata l’attenzione nell’ambito della sicurezza alimentare.
La raccomandazione è rivolta soprattutto alle persone considerate più vulnerabili alle infezioni alimentari, per le quali le conseguenze di un’infezione possono risultare più problematiche.
Il quadro dell’allerta britannica resta quindi legato principalmente alla diffusione della salmonella, alle uova importate e agli alimenti nei quali queste possono essere utilizzate crude o poco cotte. Il tiramisù, pur comparendo in primo piano nel racconto del Daily Mail, rappresenta soltanto uno degli alimenti potenzialmente coinvolti e non il responsabile diretto dell’emergenza.


