
Nel caso Garlasco torna al centro un profilo genetico ancora senza identità. Si chiama Ignoto 2 e potrebbe assumere un peso rilevante nei nuovi accertamenti sul materiale biologico trovato sotto le unghie di Chiara Poggi. Al momento, però, non si tratta di un Dna in grado di ricondurre con certezza a una singola persona.
La Procura di Pavia prosegue gli approfondimenti su più versanti: dalla compatibilità tra un’impronta e il piede di Andrea Sempio all’impronta a pallini individuata nella villetta, fino al Dna delle unghie e al profilo psichiatrico dell’indagato. Parallelamente, la difesa di Alberto Stasi sta raccogliendo nuovi elementi in vista di una possibile richiesta di revisione della condanna.
Le consulenze della difesa Stasi
L’inviato Emanuele Canta ha riferito di tre nuove consulenze affidate dalla difesa di Stasi, sulle quali l’avvocato Antonio De Rensis mantiene il riserbo. L’obiettivo, secondo quanto emerso, è individuare elementi di prova utilizzabili dopo la chiusura delle indagini per un’eventuale revisione.
“Sono consulenze nuove, volte a cercare elementi di prova per una eventuale revisione, che sarà presentata dopo la chiusura delle indagini. C’è la consulenza dei genetisti Ricci e Linarello, una sull’impronta della scarpa legata all’assassino e una rilettura delle intercettazioni che riguardano Andrea Sempio. Questi potranno essere presentati a Brescia per la revisione”.

Tra i punti discussi c’è anche il mancato incontro tra Sempio e lo psichiatra incaricato dalla Procura. Melania Rizzoli ha interpretato quella scelta come una decisione della difesa, evidenziando le possibili conseguenze sul piano dell’imputabilità.
“Credo sia stata una decisione della difesa, ma penso sia un errore non accettare una consulenza medico-psichiatrica. era stata richiesta a conferma della capacità di intendere e di volere di Andrea Sempio al momento del fatto. Il rifiuto porta a non sottoporsi alla verifica medica, probabilmente è una strategia legale, se fosse ritenuto capace di intendere e di volere automaticamente diventa anche imputabile, se non lo fosse è impunibile”. Marina Baldi replica: “Se ci dovesse essere un processo potrebbe esserci una perizia, è l’unico modo che ci porta a ritenere opportuno che Andrea si sottoponga a una perizia psichiatrica”.
Il rifiuto della perizia e le prossime scadenze

Canta ha ricordato che il no allo psichiatra si aggiunge ad altri rifiuti registrati durante l’inchiesta. Dalla mancata disponibilità iniziale al prelievo del Dna all’assenza all’audizione per un vizio di notifica, fino alla scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere, la condotta di Sempio viene letta come una linea difensiva esercitata nell’ambito dei suoi diritti.
“E’ un no che va a sommarsi ad altri no. Iniziamo dal 13 marzo 2025, quando aveva detto no al prelievo del DNA, avvenuto poi su disposizione del giudice in modo coatto, il 20 maggio 2025 era poi stato convocato per essere ascoltato, ma i difensori per un vizio di notifica non lo hanno fatto andare a parlare con i magistrati. Si è presentato invece lo scorso maggio, ma avvalendosi della facoltà di non rispondere, adesso il rifiuto al professor Catanesi. Si tratta di una mossa nel suo diritto, è una strategia difensiva, ma se dovesse diventare imputato e andare a processo tutta la condotta può avere un peso sulle eventuali attenuanti generiche. Ora si deve attendere il 28 settembre, data in cui si chiuderanno le indagini, a meno che non ci sia una proroga (possibile tecnicamente), dopo la richiesta di rinvio a giudizio sarà un giudice, il GUP, a decidere se si andrà a processo. Quello è un passaggio importante, dopo la riforma Cartabia il GUP rinvia a giudizio solo se c’è una ragionevole previsione di condanna”.

Baldi ha precisato che una proroga delle indagini non può essere esclusa. Quanto alla valutazione psichiatrica, la consulente sostiene che Sempio dovrebbe eventualmente sottoporsi a una perizia svolta da uno specialista terzo, e non da un tecnico indicato dall’accusa.
“Una proroga non può essere esclusa, una c’è già stata anche se particolare visto che le indagini erano già chiuse, può essere. Il no allo psichiatra è una sua facoltà, è stata decisa collegialmente dai suoi difensori, che hanno condiviso con noi consulenti la mossa. Riteniamo corretta la scelta, il professor Catanesi è un luminare ma è una parte, rappresenta l’accusa, riteniamo giusto che Andrea possa sottoporsi a una perizia psichiatrica, ma solo se a valutarlo sarà uno psichiatra terzo”.
Garlasco, il Dna e il profilo di Ignoto 2
Il capitolo più delicato resta quello della genetica. Sulla possibile contaminazione del Dna, Baldi ha spiegato che non sarebbe possibile individuare un preciso momento di trasferimento del materiale biologico: la casa è stata abitata nel tempo e l’esame degli oggetti presenti non avrebbe, secondo questa valutazione, un valore probatorio decisivo.
“Non ce n’è uno preciso, non sarà possibile stabilirlo, la casa è stata vissuta fino ad oggi, l’esame delle suppellettili non ha un significato probatorio, ma abbiamo individuato una serie di possibilità andando a valutare bene le attività che Andrea ha fatto in casa quando si trovava da loro. Non credo che la consulenza genetica della difesa di Stasi riguardi il DNA sulle unghie, c’è stato l’incidente probatorio su quello, entra quindi tale e quale nel processo se dovesse esserci”.
La domanda resta quindi la stessa: chi è Ignoto 2? Baldi chiarisce che il profilo non è completo né convalidato e, come il profilo Y attribuito a Sempio, non consentirebbe di identificare con precisione un individuo. Potrebbe tuttavia indicare un ramo familiare e offrire un elemento utile qualora emergessero ulteriori riscontri.
“Può essere, è un DNA non completo, non convalidato, ha tutte le criticità come il profilo Y di Andrea, non identifica una persona specifica ma un ramo familiare, ma se si individua potrebbe essere un’informazione interessante. E’ un segno che sotto quelle unghie ci siano una serie di DNA diversi, che poco si confanno con la possibilità di un assassino che ha avuto contatti con la ragazza”.
Gli accertamenti in vista della revisione
Secondo Canta, proprio Ignoto 2 potrebbe rientrare negli approfondimenti genetici commissionati dalla difesa Stasi ai professori Ugo Ricci e Pasquale Linarello. Il lavoro, al momento, punterebbe almeno a ottenere un’esclusione o una compatibilità, completando le verifiche avviate in questi mesi.
“I legali stanno lavorando tantissimo, lo hanno fatto per tutta l’estate con una serie di consulenze, compresa una genetica affidata al professor Ugo Ricci e a Pasquale Linarello, probabilmente proprio su Ignoto 2, che ha un numero di alleli tali da poter arrivare almeno a un’esclusione o a una compatibilità. Queste vanno a completare il lavoro fatto dagli avvocati, che puntano a presentare la richiesta di revisione dopo la chiusura delle indagini cercando nuovi elementi di prova non solo nel fascicolo su Sempio, ma anche in altre questioni che non c’entrano con l’indagato, ma che sarebbero a discolpa di Stasi. La Procuratore Generale Francesca Nanni sembra essere intanto alla fine del suo lavoro, potrebbe essere lei a presentare la richiesta in autonomia”.


