
Il drone diretto verso la Lituania e abbattuto nella notte del 15 settembre dai caccia della Nato, appartenenti al contingente italiano, potrebbe avere avuto un preciso significato politico. Secondo un’ipotesi sulla quale stanno lavorando l’intelligence e la Difesa italiane, il velivolo sarebbe stato impiegato dalla Russia per mandare un segnale a Guido Crosetto, ministro della Difesa italiano, che proprio oggi era atteso nel Paese dopo la tappa in Polonia.
L’ipotesi, riferita da fonti della Difesa e dell’intelligence, sarebbe sostenuta da alcuni elementi circostanziati che al momento non sono stati resi pubblici. Il drone sarebbe partito quando Crosetto non si trovava ancora in Lituania, ma la sua presenza nel Paese era prevista. Per gli apparati italiani potrebbe quindi essersi trattato di un’azione pensata per rappresentare una sorta di avvertimento politico nei confronti del ministro.
Il possibile messaggio della Russia
Crosetto è considerato da Mosca uno degli esponenti politici europei più ostili alle posizioni russe. La situazione si sarebbe ulteriormente irrigidita dopo la decisione, presa questa estate, di affidare un incarico di consulenza alla Difesa italiana a Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino e già esponente del governo di Volodymyr Zelensky.
Il ministro italiano è arrivato in Lituania nella tarda mattinata e ha successivamente confermato che l’ipotesi di una provenienza russa del drone è ritenuta altamente probabile. Poco dopo è arrivata anche la conferma del ministro della Difesa lituano, Robertas Kaunas, secondo il quale sul velivolo era presente un ordigno esplosivo. L’esplosivo è stato individuato e successivamente disinnescato dagli artificieri.
La presenza dell’ordigno aggiunge un elemento rilevante alla ricostruzione dell’accaduto, anche se non consente da sola di stabilire quale fosse l’obiettivo dell’azione. Proprio per questo, l’intelligence italiana sta concentrando l’attenzione soprattutto sugli elementi che potrebbero chiarire perché il drone sia entrato nello spazio aereo lituano e quale messaggio intendesse trasmettere.
Il ruolo dei caccia italiani
Kaunas ha inoltre confermato che il drone è stato intercettato dai piloti italiani impegnati nella missione Nato di sorveglianza dello spazio aereo baltico. L’episodio si inserisce in un’attività che i caccia italiani svolgono regolarmente nell’area, dove vengono effettuati voli di intercettazione e avvertimento quando gli aerei russi violano lo spazio aereo dei Paesi baltici.
Per l’intelligence italiana, dunque, il fatto che siano stati proprio i caccia italiani ad abbattere il drone non rappresenterebbe l’elemento centrale dell’indagine. Il punto da chiarire è soprattutto la possibile coincidenza tra l’incursione e la visita di Crosetto in Lituania, oltre alla presenza dell’ordigno sul velivolo.
Al momento si tratta di un’ipotesi investigativa e non di una ricostruzione definitivamente accertata. L’attribuzione alla Russia viene considerata molto probabile dalle autorità italiane, mentre restano da chiarire la natura dell’operazione, la catena di comando che avrebbe portato al lancio del drone e l’eventuale collegamento diretto con la visita del ministro italiano.


