
Quando la misurazione del gradimento politico disegna scenari inediti e scuote le fondamenta dei grandi schieramenti nazionali, i palazzi del potere si ritrovano a fare i conti con segnali inequivocabili sul mutamento degli umori dell’elettorato. Un quadro complesso e sfaccettato, scaturito dall’incrociarsi di molteplici rilevazioni demoscopiche, sta mettendo a nudo le fragilità strutturali delle coalizioni e la costante oscillazione delle preferenze popolari. Tra flessioni inattese, timidi recuperi e la sorprendente avanzata di nuove forze emergenti che minacciano di alterare i tradizionali equilibri interni, la geografia del consenso si prepara a una fase di profondo riassestamento.
Le intenzioni di voto degli italiani raccolte nella media settimanale dei sondaggi pubblicati tra il 6 e il 12 settembre 2026 ridisegnano la mappa dei consensi. L’analisi aggregata condotta su nove tra i principali istituti demoscopici (Termometro Politico, Only Numbers, Noto, Ixé, SWG, EMG, Piepoli, Tecné e Bidimedia) mostra infatti come la vera crisi dell’ultima settimana investa il Campo Largo, frenato dal netto arretramento del Partito Democratico.
Il vero nodo politico dell’ultima rilevazione si consuma in casa dem: la formazione guidata da Elly Schlein scivola al 20,9% dei consensi, attraversando la soglia psicologica del 21%. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte registra soltanto una timida ripresa al 12,4%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra tiene il 6,5%, +Europa si ferma all’1,5%, Italia Viva al 2,3% e Azione arretra al 3,2%.
La tenuta del centrodestra e le oscillazioni dei sondaggi
Sull’altro fronte anche Fratelli d’Italia mostra segni di stanchezza toccando il 26,7%, il dato più basso per la formazione di Giorgia Meloni da giugno 2024. Tuttavia il centrodestra riesce ad ammortizzare le perdite grazie alla spinta delle forze alleate: Forza Italia risale al 7,5% e la Lega si porta al 5,7%.
Contemporaneamente continua l’avanzata di Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, che guadagna terreno fino al 7,6%, blindando la tenuta della maggioranza. Dietro la sintesi della media si muove un panorama variegato. Tra le forze di governo, FdI oscilla dal 28,0% di Piepoli e Tecné al 25,0% di EMG, mentre la Lega passa dal 7,5% di EMG al 4,6% di Ixé. Nell’opposizione il PD varia dal 22,0% di Ixé al 19,5% registrato da Noto, evidenziando forbici metodologiche particolarmente ampie tra i vari istituti.


