
Sono ancora da chiarire le cause dell’esplosione che ha sconvolto un edificio residenziale nella serata di lunedì 5 ottobre. L’onda d’urto ha provocato feriti, danneggiato gli edifici circostanti e costretto decine di persone a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni. A poche ore dall’accaduto, l’attenzione degli investigatori si concentra soprattutto sull’origine della fuga di gas che avrebbe preceduto lo scoppio.
La dinamica presenta infatti alcuni elementi che devono essere verificati attraverso gli accertamenti tecnici. La Procura si prepara ad aprire un fascicolo per ricostruire ogni passaggio e stabilire se dietro la rottura dell’impianto vi sia stato un incidente, un intervento non corretto oppure un’azione volontaria. Al momento, però, si tratta di ipotesi investigative ancora da accertare.
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L’esplosione in via Longo
Lo scoppio si è verificato intorno alle 19.30 di lunedì 5 ottobre in una palazzina di via Longo, nella zona di Borgo Santa Caterina a Bergamo. L’esplosione sarebbe stata preceduta da una consistente fuga di gas proveniente da un appartamento situato al piano terra.
Il bilancio è di nove persone ferite, due delle quali in condizioni particolarmente gravi. L’edificio è stato immediatamente evacuato e circa 50 persone sono rimaste sfollate a causa dei danni provocati dall’esplosione.
La palazzina interessata dallo scoppio è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco. Gli edifici vicini hanno invece subito danni provocati dall’onda d’urto, ma le loro condizioni non hanno reso necessaria l’evacuazione. Dopo le verifiche, sono stati dichiarati agibili.

La Procura apre un fascicolo
Gli accertamenti giudiziari dovranno ora stabilire con precisione che cosa abbia provocato la fuga di gas e, soprattutto, quale sia stata l’origine della rottura del tubo. Secondo quanto riferito da fonti investigative, tra le ipotesi di reato che potrebbero essere valutate dalla Procura di Bergamo figurano il disastro colposo e, qualora gli accertamenti dovessero confermare un’azione intenzionale, anche un’ipotesi più grave.
Le indagini sono coordinate dal pm Emanuele Marchisio, mentre sul posto e nell’attività investigativa sono impegnati gli agenti della Questura di Bergamo, guidati dal questore Vincenzo Nicolì.
Gli investigatori dovranno soprattutto verificare un elemento ritenuto significativo: il tubo dal quale sarebbe fuoriuscito il gas, secondo una prima analisi, non presenterebbe le caratteristiche di una rottura accidentale. Sarebbe apparso invece staccato, senza evidenti lacerazioni.
Questo elemento, tuttavia, non consente ancora di stabilire come sia avvenuto il distacco. Tra le possibilità prese in considerazione ci sarebbe anche quella di un intervento effettuato autonomamente nell’abitazione, oltre all’ipotesi di una manomissione intenzionale. Saranno quindi gli accertamenti tecnici a dover fornire indicazioni più precise.
Due condomini gravissimi
Tra le persone rimaste ferite ci sono due condomini, una coppia di origine rumena, le cui condizioni sono particolarmente gravi. La donna avrebbe riportato ustioni sul 90 per cento del corpo ed è stata trasferita all’ospedale Niguarda di Milano, dove si trova ricoverata in prognosi riservata.
Il marito, un operaio di 55 anni, è stato invece trasportato in ospedale a Verona. Anche per lui le condizioni sono state indicate come gravissime e sarebbe in pericolo di vita.
La coppia ha due figli ormai grandi, che al momento dell’esplosione non si trovavano nell’abitazione.
Proprio le condizioni dei due feriti e gli elementi emersi dai primi sopralluoghi hanno portato gli investigatori a non escludere, allo stato attuale, neppure l’ipotesi di un gesto volontario estremo. Si tratta però di una possibilità investigativa e non di una ricostruzione già accertata.

Gli accertamenti dei vigili del fuoco
Per comprendere l’origine dell’esplosione saranno fondamentali le relazioni tecniche dei vigili del fuoco. Gli specialisti dovranno analizzare l’impianto, il tubo interessato dalla fuga e i danni provocati dallo scoppio, ricostruendo la sequenza che ha portato all’esplosione.
Fino alla conclusione di questi accertamenti, dunque, restano aperte diverse possibilità. Gli investigatori dovranno stabilire se il distacco del tubo sia stato provocato accidentalmente, durante un’eventuale riparazione effettuata nell’abitazione, oppure se vi sia stata una manomissione intenzionale.
Nel frattempo, la palazzina rimane inagibile e le circa 50 persone evacuate hanno trovato sistemazione presso parenti oppure in strutture alberghiere messe a disposizione dal Comune.
L’inchiesta dovrà ora fare chiarezza su una serie di elementi ancora da verificare. L’obiettivo è ricostruire l’origine della fuga di gas e determinare le responsabilità per un’esplosione che ha provocato nove feriti, due dei quali in condizioni gravissime, e ha reso temporaneamente inaccessibile l’edificio di via Longo.


