
Ancora una strage in una scuola negli Stati Uniti. Questa volta l’orrore si è consumato a Bend, in Oregon, dove un ragazzo di appena 16 anni ha aperto il fuoco all’interno di una scuola elementare, uccidendo tre bambini di 5, 8 e 11 anni e ferendone altri due. Anche l’aggressore è morto, colpito da una persona armata che si trovava nell’istituto. Il bilancio resta incerto: le prime informazioni riferiscono anche di una possibile vittima adulta, mentre l’Associated Press parla di cinque morti senza chiarire se nel conteggio sia compreso lo sparatore.
L’attacco è avvenuto alla Silver Rail Elementary School, un istituto frequentato da circa 450 alunni tra i 5 e gli 11 anni, nella città dell’Oregon situata a sudest di Portland. Erano le 12.59 locali, le 21.59 in Italia, quando sono stati esplosi i primi colpi. Molti bambini si trovavano nella mensa scolastica per il pranzo. Secondo le testimonianze raccolte, il sedicenne avrebbe inizialmente sparato in direzione di un’automobile, per poi entrare nell’edificio e cominciare a colpire le persone presenti.
Leggi anche: Brasile, sparatoria all’interno della scuola: 6 vittime

L’intervento di una persona armata e l’arrivo della polizia
La centrale operativa del 911, il numero delle emergenze statunitensi, ha ricevuto numerose telefonate che segnalavano la presenza di un individuo armato nella scuola. Le pattuglie sono arrivate alle 13.02, appena tre minuti dopo l’inizio dell’attacco, ma a quel punto l’aggressore era già stato ucciso. A fermarlo sarebbe stata una persona presente nell’istituto e in possesso di un’arma da fuoco. Non è ancora stato chiarito se si trattasse di un genitore oppure di un dipendente della scuola. Secondo le prime ricostruzioni, non faceva parte del personale addetto alla sicurezza.
Subito dopo la sparatoria è scattata una vasta operazione di evacuazione. Centinaia di agenti hanno presidiato l’area e accompagnato gli alunni fuori dall’edificio, mentre decine di genitori raggiungevano la scuola alla ricerca dei propri figli. La notizia della morte di alcuni bambini si è diffusa rapidamente, alimentando la paura tra le famiglie. Restano da chiarire sia la dinamica completa dell’aggressione sia le ragioni che avrebbero spinto il sedicenne a compiere la strage.

Le stragi nelle scuole americane, da Sandy Hook a Uvalde
La tragedia dell’Oregon riporta al centro dell’attenzione la violenza armata negli istituti scolastici americani. Secondo i dati riportati, nel corso del 2026 si sono verificati attacchi e sparatorie in almeno 39 scuole degli Stati Uniti. Gli episodi con le conseguenze più gravi avevano interessato soprattutto scuole medie, superiori e università, mentre questa volta le vittime sono bambini che frequentavano una scuola elementare.
L’ultimo precedente particolarmente grave in una scuola di questo livello risale al 27 agosto 2025, quando a Minneapolis, in Minnesota, il ventitreenne Robin Westman aprì il fuoco in una scuola cattolica che aveva frequentato da bambino. Nell’attacco morirono due alunni e altre 21 persone rimasero ferite. L’aggressore si tolse successivamente la vita.
Ancora più drammatico il bilancio della strage di Uvalde, in Texas, del 24 maggio 2022, quando Salvador Ramos, un diciottenne ex studente dell’istituto, uccise 19 bambini e due insegnanti nella Robb Elementary School, prima di essere abbattuto. Dieci anni prima, il 14 dicembre 2012, gli Stati Uniti erano stati sconvolti dal massacro della Sandy Hook Elementary School di Newtown, in Connecticut: venti bambini e sei adulti furono assassinati dal ventenne Adam Lanza, che aveva già ucciso la madre prima di raggiungere la scuola e che si tolse la vita dopo la strage.
Quella di Bend si aggiunge così alla lunga sequenza di tragedie che hanno colpito il sistema scolastico americano. Questa volta, a rendere ancora più impressionante l’accaduto, è anche l’età dell’aggressore: un ragazzo di soli 16 anni, che ha seminato morte tra bambini molto più piccoli di lui.


